Dall’intelligenza artificiale al metaverso, cosa sta succedendo al mondo

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Carne artificiale, deepfake, avatar, metaverso e multiversi. Nell’era della simulazione, o per dirla con le parole di Cosimo Accoto, filosofo e ricercatore al Mit di Boston, nel “mondo in sintesi”, diventa sempre più difficile discernere quello che è reale da quello che non lo è, così come orientarsi tra lo “spettro di meraviglie” – come lo definiscono alcuni – e la “mostruosità” di una società in cui i confini tra vero, falso e simulato sono diventati ormai sempre più indistinti e liquidi. “Il mondo in sintesi” è proprio il titolo dell’ultimo libro di Accoto (Egea 2022), saggio che conclude la trilogia iniziata con “Il mondo dato” e “Il mondo ex-machina” e che contiene cinque brevi lezioni di filosofia della simulazione, concentrate in particolare sulla simulazione computazionale: dai volti artificiali dei deepfake, per l’appunto, alle carni coltivate, passando per le predizioni della struttura computazionale delle proteine elaborate dall’intelligenza artificiale AlphaFold ai beni crittografici come gli Nft, per finire con il famigerato metaverso presentato da Mark Zuckerberg. La domanda da cui prende le mosse il saggio di Accoto, sostanzialmente, ha a che fare con l’evoluzione del paradigma della simulazione: dove stiamo andando? Qual è l’impatto di tecnologie così pervasive sulla società? Come si deve rinnovare la filosofia e di quali strumenti deve dotarsi per stare al passo con quello che a tutti gli effetti è “un nuovo catalogo del reale”? L’idea è che simulazioni e sintesi non siano semplici illusioni, ma nuove realtà con cui dovremo iniziare a confrontarci seriamente anche da un punto di vista filosofico per capire cosa sia – e cosa sarà – davvero la nostra vita in questi tempi sempre più tecnologici.

Accoto Metaverso

Cosimo Accoto
Il mondo in sintesi – Cinque brevi lezioni di filosofia della simulazione
Egea, 2022
Pp. 192, € 19,00

“Se abbiamo smesso di capire il mondo è proprio perché il mondo si è rifatto, direi, ontologicamente”, spiega Accoto. “E anzi, argomenta qualcuno, lo stiamo rifacendo proprio per capirlo meglio. L’obiettivo di quest’ultima investigazione è principalmente quello di evidenziare e scandagliare i molti sensi e i vari modi di un mondo che diviene simulabile. Perché oggi è attraverso la simulazione e la sintesi che il mondo diviene. Dico, allora, che forse non viviamo dentro una simulazione, ma di certo vivremo grazie a una simulazione; o meglio, in ragione di molteplici simulazioni e sintesi. Il gemello digitale di una città la renderà finalmente più vivibile, inclusiva e sostenibile? Un organismo bioingegnerizzato ci potrà aiutare a contrastare l’inquinamento? Una simulazione quantistica saprà migliorare il consumo energetico di logistica e trasporti? Il design sintetico di nuove medicine riuscirà a curare più efficacemente malattie e disfunzioni? Gli avatar nel metaverso serviranno ad aumentare le nostre creatività ed esperienze? Sapremo costruire organizzazioni più aperte, democratiche e decentralizzate con l’immaginazione crittografica? Se «la simulazione è la risposta» allora, come ha scritto il filosofo Derrida nei suoi Seminari, dobbiamo assumerci planetariamente «la responsabilità della risposta»”.

Le “ingegnerie simulacrali” di cui parla Accoto, insomma, non possono essere derubricate a “semplici” contraffazioni: al contrario, danno vita a un pianeta “nuovo”, popolato da entità, esperienze ed ecologie generate, per l’appunto, attraverso simulazioni computazionali. Strane e nuove nature che stanno dando corpo a una “terraformazione” del nostro pianeta. In cui saremo a un tempo abitanti, creatori e spettatori. E magari, grazie agli strumenti della filosofia, interpreti e investigatori.

Credits immagine: Richard Horvath/Unsplash