E’ un ponte climatico che ospita specie vegetali e animali che provengono da diversi habitat naturali: le zone fredde boreali, il Centro Europa e il bacino del Mediterraneo. Si tratta dell’area del Basso Monferrato, un distretto ecologico unico, per posizione geografica, antiche vicende geologiche, morfologia del territorio e caratteristiche climatiche. Che ora un progetto del Parco Naturale del Sacro Monte di Crea si sta occupando di censire e mappare.
Si tratta di Biomonf, una banca dati on line realizzata con un finanziamento dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte. La sua costruzione è iniziata nel 1999 e adesso sta raccogliendo i primi risultati. E’ infatti una vera opportunità per ricercatori e studenti. Anche perché l’atlante informatico della Biodiversità delle colline del Basso Monferrato è on line. E può essere consultato all’indirizzo: http://www.parcocrea.it.
Dopo una fase iniziale di studi, recensione e raccolta dei dati, adesso le informazioni si possono consultare per specie, nome volgare, descrizione e habitat. Un vero e proprio patrimonio naturalistico, scientifico e ambientale a disposizione di tutti.
Le specie presenti nell’area del Basso Monferrato, infatti, sono peculiari sia per la loro coesistenza che per la loro abbondanza. Ma sono minacciate da diversi fattori. Innanzitutto la diffusa antropizzazione e l’urbanizzazione del territorio che è aumentata negli ultimi decenni. Ma anche la trasformazione delle tecniche agricole, l’inquinamento chimico e la cattiva gestione del territorio. Infine l’inquinamento biologico, dovuto all’inselvatichimento del paesaggio per la presenza di diverse specie esotiche.
Inoltre non in tutti casi il lavoro di ricercatori, biologi e volontari è stato tempestivo perché molti habitat della zona e le specie a essi legate sono scomparsi. Come ha dimostrato un confronto con i dati raccolti agli inizi del secolo scorso. Che parlano di una riduzione delle specie un tempo presenti nel Basso Monferrato pari a circa il 30 per cento. Una percentuale che in realtà dovrebbe essere ancora maggiore visto che molte tra quelle definitivamente scomparse non sono mai state registrate.
Quello che attualmente rappresenta il progetto allora non è solo un grande archivio interattivo e gratuito ma anche una preziosa testimonianza delle bellezze naturali del luogo. Tra tutte, le farfalle come la saturnia del pero e dei fiori come il narciso tazzetta e la bella vedova.





