Centinaia di scienziati, rappresentanti del governo e della politica, esponenti del mondo industriale, istituzionale e no profit, a convegno per fare il punto sulla crisi della ricerca in Italia. Il dibattito si è svolto oggi a Roma in occasione della Giornata della Ricerca patrocinata da Confindustria. Sull’analisi delle cause le opinioni si sono rivelate concordi: risorse economiche scarse e poco focalizzate, nepotismo, baronie universitarie, scarsa trasparenza nella valutazione e nella distribuzione dei finanziamenti e dei progetti, stratificazioni successive di riforme incompiute, un quadro normativo incerto che non permette di investire e programmare efficacemente l’innovazione e la ricerca. Continuano a scarseggiare le soluzioni per affrontare la crisi del settore. Secondo gli esponenti di governo presenti (Moratti e Possa, per l’Università e Ricerca scientifica; Sirchia per la Sanità; Stanca per l’Innovazione; Buttiglione per le Politiche comunitarie) sembra che in Italia la possibilità di realizzare ogni azione politica sia ormai decisa dal superministero dell’Economia guidato da Giulio Tremonti. Moratti, ad esempio, ha confermato la necessità di aumentare le risorse per la ricerca e gli obiettivi previsti dalle Linee guida recentemente approvate, ma ha ripetuto che non spetta al suo dicastero decidere come reperirli. Buttiglione ha proposto una tassa sulle sigarette (gettito previsto 750 milioni di euro) da destinare alla ricerca. Ma i dirigenti dei più importanti enti pubblici sono sul piede di guerra. Lucio Bianco (Cnr) e Carlo Rubbia (Enea) hanno sottolineato che nella finanziaria sono previsti consistenti tagli alla ricerca pubblica, almeno fino al 2005. Sembra quindi improbabile che nell’ultimo anno della legislatura il governo possa aumentare il budget, raggiungendo l’1 per cento del Prodotto interno lordo promesso in passato. Un investimento per finanziare meglio i dottorati e i progetti dei giovani ricercatori che, come ha spiegato Piero Tosi, presidente della Conferenza dei rettori, equivarrebbe a costruire trenta chilometri di autostrada. (m.ba.)





