Più tumori nelle aree inquinate, i dati preliminari

Esiste un serio eccesso per quanto riguarda l’incidenza dei tumori nei cosiddetti siti di interesse nazionale (Sin), le aree con forti criticità ambientali: in particolare, uomini e donne che vi risiedono si ammalano rispettivamente il nove e il sette per cento in più di chi vive altrove. È il preoccupante dato che emerge dai risultati preliminari della prima analisi su 23 dei 44 Sin individuati dallo studio Sentieri, condotta dai ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dell’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum). I dati sono stati presentati oggi a Siracusa, nel corso della conferenza del Gruppo per la Registrazione e l’Epidemiologia del cancro nei paesi di Lingua Latina (Grell).

Nei siti esaminati, la presenza di un registro dei tumori ha permesso di condurre studi di incidenza, più informativi e completi rispetto alle precedenti analisi basate sui soli dati di mortalità, in quanto prendono in esame anche le patologie non letali e si basano solo sui casi di tumore per cui esiste una comprovata conferma istologica. La popolazione complessiva oggetto dello studio, riferito agli anni 1996-2005, è di due milioni di persone circa: la ricerca ha misurato 57.391 casi di cancro negli uomini e 49.058 nelle donne, a cui hanno contribuito in particolare tumori maligni di esofago, colon-retto, fegato, colecisti e pancreas.

Il compito del gruppo di lavoro è ora quello di capire quale sia il contributo dell’inquinamento ambientale all’incremento specifico considerato. “Infatti”, spiega Pietro Comba, del Dipartimento Ambientale e connessa Prevenzione Primaria dell’Iss, “tutti i tumori considerati possono essere causati da numerosi e diversi agenti attinenti sia all’ambiente, sia all’alimentazione e agli stili di vita. Quindi, per comprendere a fondo il significato di questi dati, è necessario confrontarli con altre due variabili: i dati di caratterizzazione ambientale, che indicano il livello di contaminazione delle diverse matrici (aria, acqua e suolo) e quelli cosiddetti di esposizione, che esprimono quanto la popolazione sia stata esposta a possibili fattori di rischio”. Per saperne di più bisognerà aspettare la fine del 2013, quando è prevista la pubblicazione di un documento con le analisi definitive.

Riferimenti: Epidemiologia & Prevenzione – Risultati studio S.E.N.T.I.E.R.I.

Credits immagine: Eden-Lys/Flickr

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