Prendiamo esempio dai gatti

Annamaria Rivera
Spelix
Edizioni Dedalo 2010, pp. 199, euro 16,00

Ordina su Ibs

Questo è un vero e proprio saggio di psicosociologia: un confronto tra i comportamenti, sia individuali che collettivi, degli umani e dei felini domestici (dove la specificazione “domestici” si riferisce doverosamente a tutti e due). Ed è una vera batosta per gli umani (domestici), come collettività: rozzi, egoisti, intolleranti e mascalzoni assai più di quanto non lo siano i gatti randagi di cui si parla all’inizio del libro.

La professoressa Rivera è una antropologa impegnata oltreché gattara. Si può e si deve ammirare il genuino realismo con cui descrive, nella parte iniziale del libro, il salvataggio del gattino Spelix da parte dei suoi simili. Sentimenti e comportamenti altruistici dei mici coinvolti emergono dal racconto con lucida verosimiglianza; ma è proprio nel contrasto generato da odiosi dispetti ai poveri animali che emerge quasi subito l’egoismo intollerante degli umani, nelle forme a cui ci sta abituando una certa subcultura che, più che lambire, inzacchera la vita e la politica contemporanea nel nostro e in altri paesi quando si tratti di “capire i diversi”. Che poi sono diversi per modo di dire, assimilabili alla comunità felina solo come “randagi” perché approdati a casa nostra per sfuggire a pericoli di casa loro attraverso inenarrabili peripezie. A un certo punto di quel loro forzato randagismo trovano un intermezzo italiano e qui si imbattono in difficoltà di accoglienza, per non dire di sopravvivenza che li portano a contatto con la corruzione, lo sfruttamento, la violenza, l’ottusità fondamentalista e tutto il peggio di una comunità di vecchi. Può sembrare un ovvio automatismo che le sole persone perbene che l’autrice descrive siano anche gattare; ma anche questo è molto plausibile.

Questo libro è un importante esempio delle probabili origini di ogni conflitto. Spero che abbia una buona diffusione specie in certe regioni d’Italia dove l’avversione per i diversi anima persino le campagne politiche e suscita meno vergogna di quanto sarebbe bene suscitare. Leggendo il libro, sembra di seguire giorno dopo giorno una storia oscena e mostruosa del noir italiano: la storia è uguale a infinite altre, i personaggi li conosciamo tutti, la televisione ce li ripropone ogni giorno. E allora, è meglio se prendiamo esempio dai gatti.

1 commento

  1. E’ banale forse raccontare, che per parlare o trattare male gli animali, sarebbe più opportuno provare a viverci insieme. Si approfondirebbe la loro CONOSCENZA. In risposta a TANTA delinquenza…
    Non ho ancora letto il libro, ma sarà mio impegno acquistarLo per poi leggerlo. Mi auguro che sisvolga tutto in loro DIFESA!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here