Quanto tempo ci rimane sulla Terra?

Per quanto ancora il nostro pianeta azzurro potrà ospitarci? Secondo gli astrobiologi della University of East Anglia, per un periodo che varia da 1,75 a 3,25 miliardi di anni. Come spiegano in uno studio pubblicato sulla rivista Astrobiology, dopo questo intervallo di tempo la Terra si troverà infatti a una distanza troppo ravvicinata dal Sole, e le temperature saranno talmente elevate da far evaporare gli oceani, portando all’estinzione di ogni forma di vita. Per stimare la durata della “zona abitabile” del nostro pianeta, ovvero per quanto ancora il pianeta sarà in grado di ospitare la vita come la conosciamo, i ricercatori hanno fatto un confronto con altri otto pianeti, compresi alcuni scoperti di recente al di fuori del nostro sistema solare, i cosiddetti esopianeti.

In passato erano già stati elaborati modelli complessi dell’evoluzione dell’orbita terrestre, con cui calcolare il momento in cui la troppa vicinanza al Sole avrebbe fatto evaporare tutta l’acqua del pianeta. I ricercatori della University of East Anglia, guidati da Andrew Rushby, primo autore dello studio, sono stati però i primi ad intuire che è possibile utilizzare altri pianeti come metro di paragone per analizzare la zona abitabile della Terra.

Negli ultimi anni gli scienziati hanno identificato quasi 1000 pianeti fuori dal nostro sistema solare. Il team di Rushby ne ha scelti 7 con caratteristiche simili a quelle terrestri, e ha poi verificato l’evoluzione delle loro orbite, aggiungendo all’analisi anche Marte

Per la Terra, il modello del team di Rushby ha stimato una durata della zona abitabile di circa 1,75-3,25 miliardi di anni. Nessuno degli altri pianeti presi in considerazione è risultato però realmente simile al nostro. Ad esempio per Keplero 22b, un esopianeta che dista 600 anni luce dalla Terra, la zona abitabile dovrebbe durare ancora tra 4,3 e 6,1 miliardi di anni, mentre Gliese 581d, situato a 20 anni luce da noi, la durata sarà ancora maggiore, tra i 42,4 e i 54,7: dieci volte la durata intera del nostro sistema solare.

Marte dal canto suo dovrebbe rimanere nella zona abitabile per altri 6 miliardi di anni, il che, speculano i ricercatori, ne fa il pianeta più adatto in vista di un eventuale esodo dalla Terra, il giorno i cui non dovesse più essere più in grado di sostenere la vita.

Ovviamente la zona abitabile non è un parametro certo. L’aumento di temperatura dell’atmosfera renderà impossibile la vita sul nostro pianeta ben prima che si arrivi all’evaporazione completa degli oceani, e a quel punto sopravviveranno solamente gli organismi estremofili, che vivono bene in particolari nicchie ambientali come ad esempio i geyser sottomarini.

Come spiegano i ricercatori, conoscere la durata della zona abitabile e poter fare un confronto tra diversi i pianeti è comunque estremamente utile, perché ci aiuta a chiarire quanto tempo è necessario per l’evoluzione di forme di vita complesse, e per capire quali altri pianeti nella galassia potrebbero ospitare vita extraterrestre. Mentre gli insetti, i dinosauri e poi le piante hanno fatto la loro comparsa rispettivamente 400, 300, e 130 milioni di anni fa, gli umani moderni hanno abitato il pianeta solamente negli ultimi 200.000 anni: per evolverci, dunque, ci è servito un tempo pari al 75% della durata della zona abitabile della Terra, e probabilmente sarebbe lo stesso anche su un altro pianeta.

Credits immagine: NASA’s Marshall Space Flight Center/Flickr

Riferimenti: Astrobiology, Doi:10.1089/ast.2012.0938.

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1 commento

  1. Complimenti per l’interessante contenuto dei testi.
    Ma tecnologicamente parlando: quando saremo davvero in grado di raggiungere un’altro pianeta, compiendo un viaggio che non sia lungo anni? Star Trek rimarrà solo fantascienza?

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