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Quel che resta delle miniere di giada blu

Svelato un mistero su cui si interrogano dal 1700 geologi, archeologi e collezionisti: da dove proveniva la giada blu di cui erano fatte le preziose statuette e i monili degli Olmechi. Della popolazione precolombiana, vissuta in Guatemala tra il 1000 e il 400 a.C., si conosce poco: le notizie sulle loro abitudini sono state tramandate dalle popolazioni che, dopo la loro scomparsa, hanno abitato la zona. Fino ad oggi i ricercatori ritenevano che la giada blu con cui erano stati realizzati i manufatti fosse assente dalla zona. Dopo anni di ricerche, un gruppo di ricercatori coordinati da Russell Seitz, un professore associato della Harvard University ha scoperto quello che resta di un importante giacimento di giada blu proprio presso Antigua, il sito originario popolato dagli Olmechi. Una scoperta importante dunque sia per gli studi sugli Olmechi, che per i risvolti geologici. Lo spiega chiaramente George Harlow, geologo del Museo Americano di Storia Naturale, secondo il quale durante gli eventi di collisione causati dalla tettonica delle placche, queste rocce fatte di giada sono sprofondate nel sottosuolo scomparendo agli occhi degli studiosi. Proprio per questo il giacimento scoperto è, secondo Harlow, “la migliore testimonianza sulla Terra di questo genere di eventi”. (a. s.)

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