Il trapianto di feci funziona contro la colite ulcerosa

(Credits: Wellcome Images/Flickr CC)

Sul microbioma sappiamo ancora poco. O meglio: ancora poco sappiamo sul modo in cui è possibile intervenire per migliorare le diverse condizioni in cui si riscontrano alterazioni del microbioma (o più correttamente microbiota, sebbene spesso i due termini siano usati come sinonimi). Molto dell’entusiasmo nato intorno al mondo del microbioma e dei probiotici è infatti per lo più legato a strategie di marketing che a delle vere e proprie evidenze scientifiche. Evidenze scientifiche che in qualche caso però si stanno accumulando, per un intervento in realtà tra i più promettenti nell’ambito delle pratiche legate al mondo dei microrganismi: il trapianto fecale.

Nel trapianto fecale i batteri prelevati dalle feci di uno (o più) donatore/i sano sono trasferiti nell’intestino di un paziente, tramite colonscopia, endoscopia o clistere. Un trattamento usato per esempio in caso di infezioni da Clostridium difficile. Secondo uno studio presentato alla Digestive Disease Week® (DDW) 2016 il trapianto fecale sarebbe efficace anche come trattamento della colite ulcerosa, per la quale se ne parla in realtà già da tempo.

“Utilizzando il trapianto di feci”, ha spiegato Sudarshan Paramsothy, della University of New South Wales, Australia, presentando i dati: “intendevamo colpire le cause della colite ulcerosa anziché solo i suoi sintomi, come fa la la maggio parte delle terapie oggi disponibili”. L’idea di usare il trapianto fecale nasce infatti da alcuni lavori che in precedenza avevano mostrato uno squilibrio nella flora intestinale dei pazienti con colite ulcerosa, una malattia infiammatoria le cui cause sono in gran parte ancora sconosciute.

Per il proprio studio Paramsothy ha usato tre diversi donatori per ogni trapianto fecale, per eliminare il peso dei singoli donatori. In tutto hanno partecipato allo studio 81 pazienti con colite ulcerosa: 41 hanno ricevuto il trapianto e 40 un trattamento placebo. In tutti i casi i pazienti erano resistenti ai trattamenti (non-biologici) e hanno ricevuto il primo trapianto fecale (o placebo) via colonscopia, poi si sono auto-somministrati i trattamenti con clismi per 5 giorni a settimana per 8 settimane.

I ricercatori hanno così osservato che, dopo 8 settimane, un paziente su 4 (11 su 41) nel gruppo che aveva ricevuto trapianto fecale non aveva più sintomi e aveva avuto anche miglioramenti nel tratto intestinale, come mostrato dalle endoscopie. Un risultato raggiunto solo da tre pazienti su 40 nel gruppo controllo. Inoltre circa la metà dei pazienti che aveva ricevuto il trapianto fecale riferivano miglioramenti, contro il 20% del gruppo controllo.

“Il nostro studio”, conclude Paramsothy: “è il primo trial multi-centrico che usa una terapia intensiva di trapianto fecale, 40 giorni nel corso di 8 settimane, ed è stato in grado di mostrare definitivamente che il trapianto fecale di microbiota è un trattamento efficace per la colite ulcerosa”.

Via: Wired.it

 

Anna Lisa Bonfranceschi

Giornalista scientifica, a Galileo Giornale di Scienza dal 2010. È laureata in Biologia Molecolare e Cellulare e oggi collabora principalmente con Wired e La Repubblica.

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