Un test per il rigetto

Un nuovo test permetterebbe di stabilire se il corpo di un paziente rigetterà o meno l’organo trapiantato. E’ l’annuncio di Nicole Suciu-Foca della Columbia University e di Raffaello Cortesini dell’Università La Sapienza di Roma al meeting organizzato a Chicago dall’American Society of Transplantation e dall’American Society of Transplant Surgeons. Il test, che si basa sull’osservazione di alcune cellule del sistema immunitario, misura la tendenza del sistema stesso ad attaccare un nuovo organo e l’abilità di resistere a questo attacco. Se infatti nell’organismo è presente un alto numero di cellule T-helper e T-cytotoxic ci sono buone probabilità di rigetto in un periodo che va dai sette ai tredici giorni. Al contrario, secondo i ricercatori, se nel corpo del paziente è presente un elevato numero di altre cellule, note come T-supressor, la tolleranza dell’organismo al nuovo organo nelle prime 10-14 settimane è certa. Il test è il risultato di uno studio condotto su 55 trapiantati di cuore e 14 di fegato. (r.p.)