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Vacilla un dogma

Anche i mammiferi possono produrre ovuli dopo la nascita? Forse sì, suggerisce uno studio statunitense condotto al Massachussetts General Hospital di Boston su topi di laboratorio. La nuova ricerca, apparsa su Nature, smentirebbe il principio della biologia – sino ad oggi sempre accettato e confermato dagli esperimenti – secondo cui solo i maschi di mammifero producono gameti durante l’intera vita riproduttiva. Le femmine, al contrario, disporrebbero di un numero limitato di ovuli immaturi, che si esauriscono progressivamente arrivando a maturazione nelle fasi di ovulazione. “Non ci attendevamo certo di rimettere in discussione questo principio”, afferma Jonathan Tilly che insieme ai colleghi ha studiato nei topi l’atresia, il processo che distrugge i follicoli contenenti gli ovociti. Ma durante la ricerca gli scienziati hanno scoperto che nei topi questo fenomeno è molto rapido e da solo esaurirebbe in poche settimane gli ovuli disponibili. Le femmine di topo sono invece fertili per oltre un anno e quindi devono esistere meccanismi capaci di generare nuovi ovociti in sostituzione di quelli ormai perduti. Per studiare tali meccanismi i ricercatori hanno impiantato porzioni di ovaia dei comuni topi di laboratorio in topi manipolati geneticamente per produrre una proteina luminosa facilmente identificabile nelle cellule. E dopo alcune settimane hanno osservato negli animali manipolati follicoli luminescenti per la presenza della proteina. Cellule staminali provenienti dai tessuti dei topi ingegnerizzati avevano dato origine a nuovi ovuli. E se nelle donne esistesse un processo analogo potrebbe servire per curare l’infertilità femminile. (g.p.)

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