Viaggio nella prostituzione di ieri e di oggi

simonettiNicola Simonetti, Mimma Sangiorgi
Cose di case…chiuse
Mario Adda Editore, 2014
pp. 170, euro 15

L’ultima proposta in tema di regolamentazione dell’attività di prostituzione viene in questi giorni da Roma, dove il sindaco propone di creare una quartiere a luci rosse dove confinare e controllare donne e uomini che vendono prestazioni sessuali. Delle regole scritte e non scritte che nel corso dei millenni hanno cercato di inquadrare in maniera socialmente accettabile il cosiddetto “mestiere più antico del mondo” ci raccontano, tra le altre cose, Nicola Simonetti e Mimma Sangiorgi nel loro libro. Coppia nella vita prima che nella scrittura, i due autori sono stati medico uno, confidente l’altra, di molte prostitute nella loro città, Bari. Il libro nasce quindi da questa esperienza di vita, ma più che raccontare gli episodi che l’hanno caratterizzata è una raccolta di riflessioni e nozioni sul tema della prostituzione.

Come scrivono gli autori nell’introduzione, non si tratta d un libro sulla tecnica amorosa, né di un testo scientifico, anche se questi temi verranno trattati. Piuttosto dalle pagine del libro emerge forte la voglia di comprendere le origini del sesso a pagamento. “Un albero, quello del sesso a pagamento, che si nutre in terreni polivalenti, complessi, contraddittori”. Niente giudizi, quindi, ma determinazione a comprendere ogni persona anche se invischiata in situazioni che la pongono ai margini della società, nella convinzione che ognuno abbia una propria dignità, sensibilità, umanità.

“Questo libro dovrebbe essere un testo fondamentale dell’educazione sessuale che nelle nostre scuole, a differenza di altri paesi, non è materia d’insegnamento obbligatorio”, scrive Umberto Veronesi nella prefazione al libro. Perché se qualcosa si vuole fare per regolamentare questo fenomeno è chiaro che bisogna agire sull’educazione e sulla domanda, non tanto sull’offerta. “Il nostro è un invito a considerare e riflettere sul problema, a recuperare leggi e loro puntuale e corretta applicazione, a promuovere coscienza e considerazione per ogni essere umano, anche se prostituta. Lasciare quest’ultima alla mercé di leggi e regolamenti non osservati, alla minaccia di referendum e disegni di legge equivoci, allo sfruttamento ‘libero’, è un delitto di lesa persona umana, di minaccia alla libertà della persone nonché della società”.

Inutile giraci intorno, scrivono gli autori citando Silvia Costa, europarlamentare PD, gli uomini che acquistano sesso hanno un’immagine degradante delle donne, ed è su loro che bisogna innanzitutto agire.

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