La notizia di questi giorni è che c’è la conferma che anche gatti domestici, che vivono in casa e che non possono essere entrati in contatto con altri animali infetti, si sono ammalati e alcuni sono morti per influenza A H5N1. Una famiglia di Los Angeles, per esempio, ha visto ammalarsi tutti i suoi cinque gatti e due sono morti per le conseguenze dell’infezione. Il dipartimento di sanità pubblica della contea di Los Angeles, poi, ha ricevuto segnalazioni di almeno altri sei casi di gatti domestici infetti. Le verifiche di laboratorio hanno accertato che le fonti del contagio sono state pollame crudo venduto come cibo per animali (di diverse marche presenti nei mercati agricoli) e latte non pastorizzato destinato al consumo umano.
Dati preoccupanti, dicono gli esperti, perché evidenziano ancora una volta il pericolo rappresentato da questo virus per la sua
capacità di mutare e infettare altre specie. Per ora, comunque,
non si hanno prove di trasmissione della malattia da gatto a gatto o da gatto a essere umano.
Le raccomandazioni
Le autorità sanitarie e le associazioni veterinarie statunitensi sono al lavoro per la raccolta e l’analisi di altro materiale, ma anche per iniziative di sensibilizzazione che limitino i rischi sia per gli animali che per l’essere umano.
I consigli sono di evitare di dare da mangiare ai propri animali domestici alimenti crudi, in particolare carne (pollame e bovini) e latte vaccino, e di controllare sui siti dedicati che i lotti segnalati per il ritiro dal mercato proprio perché, a seguito di controlli, sono risultati positivi al virus H5N1. In questo caso sarà necessario smaltire correttamente il materiale contaminato.
Inoltre, particolare attenzione deve essere rivolta all’osservazione e alla segnalazione di sintomi che compaiano improvvisamente nell’animale: febbre, grave letargia, perdita di appetito, pelle o occhi che diventano gialli (segni di problemi al fegato), sintomi respiratori, segni neurologici (movimenti in cerchio, perdita di equilibrio o convulsioni), strani movimenti oculari o problemi di vista. Se si hanno sospetti, è necessario prendere misure precauzionali nel contatto con l’animale e recarsi da un veterinario. Anche gli addetti ai lavori devono attuare apposite procedure per ridurre il rischio di trasmissione e segnalare il caso alle autorità statali.
Via: Wired.it
Credits immagine: Zeke Tucker su Unsplash