HomeRicerca d'ItaliaL’incredibile storia della lucertola delle Eolie

L’incredibile storia della lucertola delle Eolie

Vivono da secoli su un minuscolo scoglio vulcanico in mezzo al mare, completamente isolate dal resto del mondo. E sono rimaste così poche da essere diventate, di fatto, quasi tutte identiche. Sfidando le attuali teorie sull’estinzione. Sono le lucertole delle Eolie (Podarcis raffonei), una delle specie più rare e minacciate del pianeta, oggi sotto i riflettori di un gruppo di ricerca internazionale che comprende anche l’Università di Ferrara. La scoperta dei ricercatori, pubblicata su Heredity, ne sottolinea infatti una caratteristica decisamente inusuale: questa specie possiede la diversità genetica più bassa mai registrata in un organismo selvatico.

Quella lucertola è un clone

La ricerca si è concentrata sui nuclei di lucertola delle Eolie che sopravvivono sugli scogli di La Canna (al largo di Filicudi) e di Strombolicchio, confrontandoli con la più comune lucertola siciliana. I risultati emersi dall’analisi della popolazione di La Canna sono sconcertanti: ogni 300 mila basi del genoma è stato infatti individuato, in media, un solo sito variabile. Normalmente, in una popolazione sana, se si confrontano due individui si trovano moltissime differenze che rendono ogni esemplare unico. Sullo scoglio di La Canna questo non succede: le lucertole sono geneticamente quasi dei cloni perfetti l’una dell’altra.

Una polizza sulla vita

Il dato preoccupa, e insieme affascina, gli scienziati. Nel mondo naturale, infatti, la diversità genetica è una vera e propria polizza assicurativa. Quando l’ambiente cambia, arriva una nuova malattia o un parassita, la varietà genetica fa sì che almeno alcuni individui abbiano le caratteristiche giuste per sopravvivere, salvando la specie. Inoltre, quando una popolazione si riduce a pochissimi esemplari isolati, l’accoppiamento tra consanguinei (inbreeding) tende a far accumulare mutazioni difettose e dannose – il cosiddetto carico genetico – spingendo rapidamente la specie verso l’estinzione.

La piccola lucertola delle Eolie ha invece lanciato una sfida alla biologia evolutiva. Nonostante la variabilità genetica azzerata, infatti, la popolazione di La Canna gode di una sorprendente stabilità. Lo studio ha dimostrato che il carico genetico effettivo di queste lucertole è paragonabile a quello della popolazione di Strombolicchio, che però è più numerosa e ha più variabilità.

I ricercatori propongono delle spiegazioni per questo strano fenomeno. È probabile, dicono, che nel corso del tempo la selezione naturale abbia progressivamente “ripulito” il DNA delle lucertole dalle mutazioni più pericolose, permettendo a questo gruppo di fotocopie genetiche di trovare un equilibrio perfetto e compatibile con la vita. “Questo risultato suggerisce che una popolazione può sopravvivere anche con una diversità genetica molto bassa, purché il peso delle mutazioni dannose rimanga entro limiti compatibili con la sopravvivenza”, spiega Giorgio Bertorelle dell’Università di Ferrara, coordinatore dello studio. “È un’informazione importante, perché aiuta a distinguere tra perdita di variabilità genetica e reale aumento del rischio di estinzione”.

Nuove bussole per la conservazione

I risultati di questa ricerca aprono scenari del tutto nuovi per la biologia della conservazione. Capire che le popolazioni piccolissime non sono tutte uguali e che alcune sanno resistere all’erosione della variabilità genetica permetterà di creare strategie di protezione molto più efficaci, mirate e basate su prove scientifiche concrete.

Immagine: via Università di Ferrara

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