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La notte delle Perseidi: guida alle stelle cadenti

Il picco massimo si raggiungerà nella notte tra il 12 e il 13 agosto, avvantaggiato dalla totale assenza della Luna. Come ogni estate, infatti, anche quest’anno si potrà ammirare il ritorno delle Perseidi, la pioggia di meteore d’agosto che accenderà il cielo notturno e che quest’anno potrebbe regalare condizioni di osservazione davvero eccezionali.

Un cielo perfetto tra eclissi e assenza di Luna

Le Perseidi di quest’anno, ricorda la rivista di astronomia Sky&Telescope, condivideranno la scena con un altro evento astronomico straordinario: un’eclissi solare totale visibile nella stessa giornata da Groenlandia, Islanda e Spagna e parziale nel resto d’Europa durante le ore del tardo pomeriggio/tramonto. Poiché le eclissi solari si verificano esclusivamente durante la fase di Luna nuova, a differenza dello scorso anno la notte sarà buia. In un luogo privo di inquinamento luminoso, al culmine dello sciame si potrà ammirare fino a una meteora ogni due minuti circa.

Quando e dove guardare le Perseidi

I primi avvistamenti consigliati inizieranno al crepuscolo. A quell’ora, il “radiante” dello sciame – ovvero il punto apparente da cui sembrano provenire le meteore, situato nella costellazione di Perseo – farà la sua comparsa sopra l’orizzonte nord-orientale. I primi frammenti visibili all’inizio della serata saranno le cosiddette “earthgrazers” (radenti terrestri): meteore particolarmente lunghe che sfiorano la parte superiore dell’atmosfera.

Più la costellazione di Perseo si alzerà nel cielo serale e notturno, maggiore sarà il numero di meteore visibili. Il picco di frequenza si raggiungerà nella seconda metà della notte, specialmente dopo mezzanotte, quando le stelle cadenti sembreranno moltiplicarsi in ogni direzione della volta celeste. Se le condizioni meteorologiche dovessero essere sfavorevoli, niente paura: le Perseidi sono uno sciame duraturo. Ottimi avvistamenti si potranno fare anche nelle notti dell’11 e del 13 agosto, e in numero minore per diversi giorni prima e dopo la data del picco.

Consigli pratici per l’osservazione

Per godersi lo spettacolo non serve alcuna attrezzatura complessa. Telescopi e binocoli, inquadrando una porzione di cielo troppo ristretta, risultano inutili per questo tipo di osservazione. Il segreto è cercare un luogo buio, lontano dalle luci cittadine, con una vista aperta sull’orizzonte. Perché la vista si abitui all’oscurità bastano circa 20 minuti al buio. Una volta pronti, ricordate che le meteore possono apparire ovunque: la direzione migliore verso cui puntare lo sguardo è semplicemente dove il cielo appare più scuro, di solito verso lo zenith (sulla verticale sopra di voi).

Come riconoscere le Perseidi

Quando avvistate una scia luminosa, provate a tracciarne la traiettoria all’indietro. Se il percorso vi conduce alla costellazione di Perseo, avete appena assistito al passaggio di una Perseide. Se le tracce non portano a Perseo, si tratta di meteore appartenenti ad altri sciami minori attivi in questo periodo (come Delta Aquaridi, Alpha Capricornidi o Kappa Cygnidi) o di meteore casuali e sporadiche.

L’inquinamento luminoso rappresenta senza dubbio un ostacolo, poiché solo le meteore più brillanti riescono a superare il bagliore delle città. Tuttavia, ricorda l’agenzia spaziale statunitense (NASA), un’analisi delle immagini del cielo condotta dal 2008 al 2013 dimostra che le Perseidi producono un numero di meteore ad alta luminosità (quelle capaci di superare in brillantezza qualsiasi stella) nettamente superiore a qualsiasi altro sciame meteorico dell’anno.

Polvere di cometa

Ma cosa sono concretamente queste “stelle cadenti”? Quello che vediamo sfrecciare nel cielo sono piccolissimi frammenti di roccia, di dimensioni comprese tra un granello di sabbia e un piccolo seme, che impattano l’atmosfera terrestre a una velocità di circa 60 chilometri al secondo. Per immaginare le dimensioni si può pensare ai cereali della colazione, che hanno consistenza, dimensioni e colori del tutto simili a quella dei detriti cometari. L’attrito con l’aria ad altissima velocità riscalda la materia fino all’incandescenza, creando brevi e luminosissime scie di aria surriscaldata.

Quelli che osserviamo ogni agosto sono i detriti lasciati lungo la propria orbita dalla cometa Swift-Tuttle, scoperta nel luglio 1862 dagli astronomi Lewis Swift e Horace Parnell Tuttle. Ogni anno, a metà agosto, la Terra attraversa queste macerie cosmiche, regalando uno dei più grandi spettacoli della natura.

Credit immagine: Sky & Telescope / Dennis di Cicco

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