Amedeo e Bruno Benedetti
Gli Archivi della Scienza. Musei e Biblioteche della Scienza e della Tecnologia in Italia
Erga Edizioni, 2003
pp. 576, euro 25,00
L’Italia ha una forte vocazione storica, frutto di un glorioso passato. Meno gloriosa, purtroppo, è l’attività di conservazione di questa memoria. Archivi, biblioteche e musei versano in condizioni a dir poco pietose, risultato di una politica che ha spesso considerato la cultura, soprattutto scientifica, come un lusso che il Paese non si poteva permettere. La storia della scienza non fa eccezione: una disciplina che da noi solo da pochi decenni ha acquisito dignità accademica, e che dal punto di vista delle istituzioni deve fare i conti con l’imponente eredità artistiche, sicuramente maggioritaria. A parte poche e meritorie “mosche bianche” (come l’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, per esempio) che riescono a competere con i “fratelli maggiori” delle belle arti, i musei scientifici sono generalmente piccoli, semisconosciuti e spesso introvabili sulle guide turistiche.Questo volume riempie questa nicchia culturale, portandoci alla scoperta del patrimonio di memoria scientifica diffuso sul territorio. Diviso per regioni, per ogni entrata nell’elenco cono presentati i dati essenziali (indirizzo, telefono, e-mail, nome del responsabile), e una breve scheda, appositamente scritta da ogni istituzione, che ne racconta passato e presente, le collezioni presenti e i reperti più importanti (per esempio, al Museo Civico Geo-speleologico di Garessio, in provincia di Cuneo, sono presenti “due granchi in amore fossili del Carbonifero”, mentre al Museo di Geologia di Palermo è esposto “l’elefante nano di Siracusa”). Sono coperte praticamente tutte le discipline scientifiche e tecnologiche, oscillando tra la modernità tirata a lucido dei grandi “science center” che attraggono migliaia di visitatori e la polverosa vetustà di piccole biblioteche e musei di paese, spesso aperti solo su richiesta. Il volume è comunque un’importante testimonianza della grande varietà culturale e ambientale del Bel Paese, che si riflette in una realtà locale molto vivaci anche se bistrattate a livello centrale.Particolarmente curato è l’indice analitico dell’opera, quasi 100 pagine, che consente un facile e rapido orientamento in questo panorama vasto e variegato che comprende in tutto 665 voci. Purtroppo l’elenco non è completo, togliendo qualcosa all’utilità di questo strumento, che rimane comunque un punto di partenza importante sia per lo studioso che per il semplice appassionato.





