Anche i pini della tenuta di Castelporziano, vicino a Roma, sono vittime della Seconda Guerra Mondiale. Un nuovo studio pubblicato su Mycological Research suggerisce infatti che il fungo patogeno responsabile della morte di centinaia di alberi arrivò nel 1944, al seguito delle truppe americane. La ricerca, frutto della collaborazione tra le Università di Torino, della Tuscia e di Berkeley, è stata condotta grazie a analisi genetiche e a indagini storiche approfondite. Gli esami di laboratorio hanno dimostrato che il fungo proviene dal Nord America, non dall’Europa, e si è insediato nella tenuta già da alcuni decenni. Ma l’ingresso del pubblico in quest’area protetta è da sempre limitato, e le uniche piante esotiche presenti, un gruppo di eucalipti, non possono essere imputate dell’infezione. Ricostruendo la storia dell’area, grazie al personale della riserva e ai documenti d’epoca, gli scienziati hanno però scoperto che qui si è accampato l’esercito americano. E proprio il legname utilizzato dai militari sarebbe responsabile della diffusione del microorganismo. Secondo Matteo Garbelotto, co-autore della ricerca, “tutto combacia -tempi e luoghi e anche l’area di origine del fungo”. Che gli scienziati temono possa espandersi anche al di fuori della riserva, mettendo in pericolo la caratteristica vegetazione mediterranea. (g.p.)





