HomeFisica e MatematicaAlone enorme attorno a NGC 3741

Alone enorme attorno a NGC 3741

Un team internazionale di astrofisici, costituito da ricercatori della Sissa di Trieste, dell’Università di Bonn e del New Mexico ha rilevato che l’estensione dell’alone oscuro supera di almeno 43 volte le dimensioni visibili della galassia NGC 3741. Si supponeva che la sua estensione fosse enorme, ma non ci si sarebbe aspettato così tanto. Le osservazioni sono state effettuate in Olanda, con uno strumento composto da 14 antenne circolari, ognuna con un diametro di 25 metri quadrati e lunga un chilometro e mezzo.

La galassia NGC 3741 è una spirale nana formata da un disco di circa cinque milioni di stelle, inserito, come tutte le galassie, in un disco più grande costituito di idrogeno ed elio. Dal momento che stelle e gas ruotano a una velocità molto maggiore di quella dovuta alla loro auto gravità, esiste un alone sferico di materia oscura che le avvolge. Per questo motivo le galassie a spirale sono diventate fondamentali per lo studio dell’Universo.Lo studio della materia oscura, che costituisce il 90 per cento della materia di tutto il cosmo, impegna da più di vent’anni gli astrofisici e i fisici delle particelle.

Come spiega Paolo Salucci, docente di astrofisica alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, “questa recente scoperta rappresenta una speranza di arrivare a individuare la natura di questa componente dell’Universo ancora sconosciuta. Il nostro studio apre due interrogativi a cui la ricerca attuale non sa ancora dare risposta. Perché le stelle si formano soltanto in una zona minuscola della galassia, coprendo solo un milionesimo del suo volume? E perché la materia oscura è distribuita nelle galassie come una sfera a densità costante, mentre in tutti gli altri oggetti sferici dell’Universo, per esempio nelle stelle, nei pianeti e nei buchi neri, la densità notevolmente diminuisce quando ci si allontana dal loro centro? La spiegazione di entrambi probabilmente riguarda il mondo dell’infinitesimamente piccolo, il mondo delle particelle elementari. Infatti questi nuovi risultati su oggetti di dimensione astronomica non soltanto sembrano confermare l’esistenza di una nuova particella non ancora rilevata in natura, ma suggeriscono che questa agisce, a dimensioni submicroscopiche, anche con un nuovo tipo di forza che la collega con la materia ordinaria». (m.g.)

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