La possibilità di avere informazioni sulla diffusione nell’ambiente di elementi inquinanti a partire dallo studio dei loro isotopi è stata già sfruttata in passato. Ora, studiando il frazionamento degli isotopi di mercurio, Bridget Bergquist e Joel Blum dell’Università del Michigan stanno cercando di tracciare con precisione anche la distribuzione di questo elemento, il cui ciclo non è stato ancora del tutto compreso. Il loro studio è stato pubblicato su Science.
Il mercurio è un inquinante molto tossico ed estesamente diffuso, che può causare seri danni alla salute umana. Viene rilasciato nell’atmosfera attraverso la combustione e la sua capacità di bioaccumularsi dipende dalle reazioni di ossido-riduzione indotte dall’ambiente in cui si trova. Il metallo, alla fine del ciclo, si accumula principalmente nei pesci, attraverso i quali arriva all’uomo.
L’elemento ha sette isotopi stabili e risulta facilmente frazionabile. In particolare può andare incontro a due tipi di frazionamento: uno, più comune, dipendente dalla massa atomica, l’altro indipendente da questa. I due ricercatori statunitensi hanno sviluppato un processo, mediato da meccanismi fotochimici, che permette la separazione di atomi di diversa massa, leggeri e pesanti, e hanno sperimentato che il frazionamento degli isotopi con valori dispari della massa atomica è indipendente dalla massa. Cercando gli isotopi di mercurio nei pesci di tre laghi americani, gli scienziati hanno trovato sensibili variazioni nel numero di isotopi derivati dai due meccanismi di frazionamento. Dalla combinazione di entrambi i tipi si potranno ottenere migliori modelli di diffusione e accumulo del mercurio attraverso la catena alimentare. (s.m.)





