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Che la sospensione continui

La sospensione delle adozioni internazionali in Nepal, decisa lo scorso anno dal governo nepalese, dovrebbe continuare ancora, finché non saranno messe in atto le appropriate tutele per i bambini. Queste le conclusioni di uno studio eseguito dall’Unicef e dall’organizzazione non profit Terres des hommes (qui il rapporto sulle illegalità che riguardano i minori nell’Asia meridionale).

Secondo le due organizzazioni, le violazioni sarebbero numerose: tra queste ci sono abusi e traffico di bambini. Nonostante la sospensione, solo quattro adottati su cento resterebbero in Nepal. L’adozione da parte degli stranieri invece, secondo le due organizzazioni dovrebbe essere possibile solo dopo aver esaurito completamente tutte le opzioni che non implicano l’espatrio dei bambini.

Attualmente, sono circa 15mila i bambini presenti negli istituti. Lo studio indica che molti sono allontanati dalle proprie famiglie senza il loro consenso, mentre altri, che sulla carta risultano orfani, non lo sono affatto e avrebbero almeno uno dei genitori in vita. Stando ai dati raccolti nello studio, circa l’80 per cento di questi bambini dovrebbe essere ricongiunto con la propria famiglia di origine. Le famiglie, inoltre, dovrebbero essere maggiormente tutelate, riducendo gli incentivi e le pressioni che spingono a dar via i figli. (a.g.)

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