Affidarsi alle risorse open source e free software: è questa la strada che l’Ateneo di Verona ha deciso di percorrere per diminuire i costi dei sistemi operativi e delle applicazioni. A partire dal primo gennaio 2010 l’Università utilizzerà esclusivamente sistemi operativi e programmi del mondo Gnu/Linux e del “formato aperto”.
Il termine open source non è sinonimo di programmi gratuiti; si riferisce al fatto che, una volta acquisiti i software – pagando o meno -, si ha accesso al codice sorgente, cioè alle istruzioni che lo fanno funzionare. Questo significa che possibile farne quante copie si vogliono, distribuirlo, modificarlo, adattarlo alle necessità di chi lo dovrà utilizzare. Chi produce programmi “aperti” abbatte molti costi e guadagna non sulla vendita delle licenze, ma sull’installazione, la formazione, la personalizzazione del prodotto e la consulenza. Questo si traduce in un risparmio per l’utente che spesso può accedere al programma in maniera completamente gratuita. È il caso di Firefox, il noto browser di Mozilla che ha appena festeggiato il miliardo di download, di Thunderbird, che permette di gestire la posta elettronica e di Open Office, il competitor di Windows Office.
La Direzione Informatica dell’Università di Verona, diretta da Giovanni Michele Bianco, ha già portato a termine la prima fase del progetto “Open source in Ateneo” (Osa). A questo punto sono già stati identificati i prodotti open source che rispondono alle esigenze della struttura. Il loro elenco è consultabile al sito web dell’ateneo (www.univr.it/software), dove è possibile ritrovare i prodotti scelti, le valutazioni sul loro uso, suggerimenti, confronti ed altre varie informazioni. L’obiettivo è dotare tutti i personal computer di questi programmi nell’arco dei prossimi tre anni.
La decisione segue quella presa già da altre istituzioni, come le scuole di Bolzano. Qui, a partire dal settembre 2005, in tutti i computer presenti nelle scuole in lingua italiana il sistema operativo Windows è stato sostituito da Debian Gnu/Linux.
Fonte: Università degli Studi di Verona





