La scienza nei quotidiani e nei telegiornali è un argomento trattato poco e male. È la conclusione del primo rapporto dell’Osservatorio Permanente della Comunicazione Scientifica attraverso i Media presentato oggi a Roma. Le ricerche sono state condotte analizzando le modalità e la frequenza con cui la stampa e la televisione si occupano d’informazione scientifica. A coordinare il lavoro è stata la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste e lo Ilesis, Ricerca e formazione per i Servizi Sanitari, con il contributo di Farmindustria. Lo studio ha monitorato l’informazione scientifica per sei mesi consecutivi (novembre 2001-maggio 2002) all’interno dei principali notiziari nazionali e delle testate giornalistiche a maggiore tiratura. L’idea di scienza che domina sui media italiani segue il sentiero del sensazionalismo, del miracolo, della notizia positiva e rassicurante per la salute. Conseguenze: ci si interessa solo di medicina e ambiente, trascurando le cosiddette scienze dure (matematica, fisica, chimica). E anche quando la cronaca scientifica dilaga sui media, come nel caso della mucca pazza o dell’inquinamento elettromagnetico, il modo di affrontare gli argomenti è prevalentemente politico o sociale. (s.l.)





