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Scienza per aneddoti

di
Mauro Capocci

Walter Gratzer
Eurekas and Euphorias. The Oxford Book of Scientific Anecdotes
Oxford University Press, 2002

pp.301, euro 25,45

Sono 181 gli aneddoti contenuti in questo volume: poche righe, al massimo due-tre pagine per ognuno. Una sequenza divertente di momenti particolari della storia della scienza. Particolari perché molto spesso sono i momenti in cui una grande scoperta viene fatta: gli “eurekas” del titolo, quando la soluzione si presenta lì, semplice ed elegante, davanti lo sguardo dello scienziato. Anche se la maggior parte di questi episodi non sono direttamente legati a significativi avanzamenti della conoscenza, ci permettono di dare un’occhiata alla “persona” che sta dietro la scienza. L’elenco degli aneddoti sarebbe lungo e tedioso. Basti dire che non ci sono limiti né temporali né geografici: Darwin va a braccetto con Plinio il Vecchio, Fermi passeggia con Ampère, Dirac e Newton sono vicini di casa.Gli episodi che riporta Gratzer sono in gran parte noti agli addetti ai lavori, ma per la prima volta sono stati riuniti in un unico testo. L’autore ha deliberatamente, e lo sottolinea nell’introduzione, escluso i racconti che non avessero almeno una conferma da fonte indipendente, così che le voci di corridoio e le leggende che circolano all’interno di ogni dipartimento universitario sono rimaste fuori da questa raccolta. Viene anche segnalato quando l’aneddoto è di incerta autenticità, o quando sono diverse le versioni tramandate nella storiografia. Molti luoghi comuni, in particolare quello dello scienziato geniale e distratto, vengono confermati dai racconti. Ma allo stesso tempo, questa immagine macchiettistica che emerge dalle pagine del volume contribuisce a mostrare che la scienza, seppure logica e razionale, ha dovuto spesso ringraziare il caso per alcuni eventi importanti. Molte scoperte sono state notevolmente accelerate da accadimenti fortuiti, che Gratzer ci racconta con ironia e toni leggeri, senza mai entrare in dettagli tecnici troppo complicati. In questo modo, la lettura è sempre facile e scorrevole anche per i profani.Comunque, non sempre si tratta di aneddoti divertenti. Soprattutto quando si parla delle donne, è inevitabile constatare le difficoltà con cui queste hanno dovuto combattere per farsi largo nel mondo maschile della scienza. Non mancano poi scienziati antipatici, invidiosi e disonesti, che fecero di tutto per rendere difficile la vita ai colleghi e ai loro studenti. Purtroppo, sono una costante del mondo scientifico e accademico, ma Gratzer con molta cura li mette in ridicolo di fronte al lettore. La lettura del volume può essere anche fatta in modo non lineare: aprire una pagina a caso, e di volta in volta entrare in un laboratorio, in una città, in un’epoca diversa. Anche perché gli scienziati di cui ci parla Gratzer lavoravano dappertutto: ospedali, manicomi, trincee, o normali laboratori e istituti universitari, per molti dei geni descritti in queste righe non faceva differenza.

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