Roma non smette mai di stupire e la mostra dal titolo dostoevskijano allestita alle Olearie Papali è l’ennesima conferma che nei sotterranei della città è nascosto ancora il più grande museo archeologico del mondo. La Soprintendenza Archeologica di Roma espone in un luogo di grande fascino, i grandi magazzini dell’Olio che Clemente XIII nel 1764 creò adattando alcuni locali delle Terme di Diocleziano, oltre mille pezzi venuti alla luce negli ultimi venticinque anni nell’ambito di scavi d’urgenza o in via preventiva in vista di opere civili e di manutenzione.
Si viene così a conoscenza di una serie di reperti eccezionali, mai presentati al pubblico, provenienti da ogni angolo della capitale e soprattutto dalla sua periferia. Lavori per l’edilizia popolare, lungo vie come l’Ardeatina, la Pontina o la Casilina, ma anche in zone più vicine al centro nevralgico della città, come gli interventi di fine anni Ottanta finalizzati alla creazione dell’Air Terminal del quartiere Ostiense o per la sistemazione dell’impianto di areazione della metropolitana nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele, fino al centro vero e proprio, come il Palatino.
Catturano l’occhio la Tigre in alabastro orientale con inserti in marmo grigio (II secolo d.C.), rinvenuta nei pressi della Domus Tiberiana sul Palatino e la Nereide su mostro marino in marmo bianco (I a.C.) trovata al Quadraro nell’ambito di alcuni lavori eseguiti dalle Ferrovie dello Stato, così come non mancano affreschi che decoravano antichi ambienti, come quello scoperto nella zona Osteria del Curato con Prospettive architettoniche (I a.C.).
Un discorso a parte meritano i sarcofagi, di cui sono splendidi rappresentanti il Sarcofago strigilato con coppia di sposi (Via di Tor Cervara, III d.C.), che tanto ricorda il celeberrimo esemplare etrusco di Villa Giulia; il Sarcofago con Apollo e le Muse (Tenuta Ceribelli di Tor Marancia, II-III d.C.) in cui oltre alle nove protettrici delle arti e al dio Apollo si nasconde una decima figura identificabile come Minerva, con tanto di elmo, scudo e serpente, suoi tipici attributi iconografici; il Sarcofago infantile con eroti alati (Casale Torlonia, Via di Grotta Perfetta) le cui iscrizioni, una scolpita sul marmo e l’altra a terra, realizzata a mosaico con tesserine colorate ed eccezionalmente conservata, ci rivelano i nomi dei fratelli Partenopeo e Aura.
Ma tutta l’esposizione è un viaggio in cui si ripercorrono tutti i secoli passati, poiché negli scavi si sono trovati anche oggetti rinascimentali tra cui calzature e ceramiche, fino ad arrivare a un semplice cofanetto di lettere d’amore risalenti agli anni Venti del Novecento.
La mostra è rivolta in primis ai cittadini di Roma che visitandola potranno rendersi conto del perché delle inevitabili interruzioni dei lavori pubblici e dei disagi patiti negli ultimi decenni; non ha un tema da illustrare se non quello di celebrare il sottosuolo romano e di instillare il dubbio e la curiosità su quanto ancora sia sepolto sotto i nostri piedi…
ROMA
Memorie dal sottosuolo. Ritrovamenti archeologici 1980/2006
Fino al 9 aprile 2007
Roma, Olearie Papali
Piazza della Repubblica, 12
Orari: 9.00-19.45
Biglietto: intero € 9
ridotto € 6
N.B. Il biglietto è valido per tutte le sedi del Museo Nazionale Romano.
Catalogo: Electa





