Metano in polvere

    Un domani si potrà trasportare il metano in forma di polvere. Con un sistema messo a punto dai ricercatori dell’Università di Liverpool (Regno Unito) e descritto su Nature, è stato possibile inglobare facilmente il gas in una polvere, chiamata “acqua secca”, costituita di acqua e silice. Secondo gli autori dello studio, questo sistema potrà costituire in futuro un’efficiente alternativa ai metanodotti attualmente usati per trasportare il combustibile allo stato gassoso. I giacimenti di metano sono infatti per il 70 per cento di piccole dimensioni e dislocati in punti remoti del globo, laddove la costruzione di condutture può risultare estremamente dispendiosa se non impensabile.

    Questo metodo rivoluzionario sfrutta la proprietà del gas di formare, in presenza di acqua, un composto cristallino chiamato idrato di metano, che si crea anche in natura in condizioni di elevata pressione e bassa temperatura, come, per esempio, nelle profondità marine. La formazione naturale del composto è molto lenta e il processo può essere velocizzato agitando la soluzione. Operazione che però comporta costi aggiuntivi. Per aggirare l’ostacolo, i ricercatori inglesi hanno utilizzato minuscole goccioline di acqua mista a silice, aumentando così la superficie di contatto e di reazione fra le due sostanze.

    I risultati sono sorprendenti: un litro di metano può essere immagazzinato in circa sei grammi di polvere e i materiali utilizzati sono molto economici e di facile reperibilità. Il problema principale è costituito dalla bassa temperatura necessaria per ottenere il composto, meno settanta gradi centigradi. “Il prossimo passo”, dichiara Andrew Cooper, coordinatore della ricerca, “sarà ottenere una miscela stabile a temperatura ambiente”. (s.s.)

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