Spiaggiamenti dei cetacei, stop ai sonar militari

    Qualche giorno fa due cetacei, uno zifo di 6 metri e un altro di 8, sono stati trovati spiaggiati sulle coste vicino Siracusa, proprio mentre è in corso nelle acque del Mediterraneo un’esercitazione Nato con uso di apparecchiature sonar. Solo una coincidenza? Greenpeace è convinta di no. I due rari esemplari sono stati recuperati vivi e riportati al largo dalla guardia costiera ma l’associazione chiede al Ministero dell’ambiente di fare chiarezza e di vietare le esercitazioni nelle aree in cui gli zifi sono più diffusi, come lo Ionio e l’alto Tirreno.

    L’operazione militare, denominata Proud Manta 11, continuerà fino al 17 febbraio, con l’impiego di sei sommergibili e sofisticate apparecchiature sonar. Un rischio per tutti i cetacei che circolano nelle acque circostanti: i sonar militari possono provocare effetti fino a 100 chilometri di distanza, producendo disorientamento e danni fisici che possono portare alla morte. La relazione di causa-effetto tra l’uso dei sonar e lo spiaggiamento è certa, sostiene Greenpeace, almeno da quando nel 2002 al largo delle Isole Canarie, durante un’esercitazione Nato, ben 27 zifi spiaggiarono e 14 morirono, tanto da spingere il governo spagnolo a interdire la zona a queste attività.

    L’allarme lanciato da Greenpeace segue quello dello scorso settembre, quando è stata concessa alla Nato l’autorizzazione a sperimentare attrezzature sonar subacquee nelle acque di Pianosa, nel Parco dell’Arcipelago Toscano e dentro il Santuario dei Cetacei. Proprio in questi giorni nel bel mezzo del Santuario, di fronte La Spezia, si svolgeranno esercitazioni militari che prevedono l’utilizzo di un sommergibile e il lancio di un siluro.

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