Acqua contaminata anche nell’impero romano

La caduta dell’Impero Romano potrebbe essere stata causata dall’acqua. Le condutture romane erano infatti costruite di piombo, e l’esposizione quotidiana ad alte concentrazioni di questo metallo avrebbe potuto avvelenare la popolazione della capitale, producendo danni a livello cerebrale che avrebbero scatenato un ondata di criminalità, e fatto prendere decisioni avventate ai leader, fino a provocare il crollo definitivo dell’impero. Può sembrare fantasiosa, eppure si tratta di una delle teorie proposte dagli storici per spiegare il rapido declino di uno dei più potenti imperi della Terra. Per metterla alla prova, un gruppo di ricercatori internazionale ha analizzato livelli di piombo presenti nei sedimenti provenienti da due aree di Roma, dimostrando che il metallo era effettivamente presente nelle condutture in concentrazioni molto superiori a quelle presenti nelle acque delle sorgenti locali, ma comunque inferiori a quelli tossici necessari per giustificare l’ipotesi di un avvelenamento di massa.

Lo studio, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences ha analizzato due siti della Capitale, uno lungo le rive del Tevere, e l’altro all’interno dell’antico Porto Traiano. I campioni raccolti hanno permesso agli scienziati di ricostruire le variazioni nella concentrazione di piombo nell’acqua della zona durante un arco temporale che copriva oltre un migliaio di anni. In questo modo, i ricercatori hanno tracciato una sorta di storia dell’impero legata alla quantità di piombo. Il metallo in effetti è risultato presente in quantità minime nei primi secoli, e cresceva poi progressivamente fino a raggiungere un picco massimo negli anni della massima espansione dell’impero romano, per poi diminuire nuovamente dopo la sua caduta.

Per quanto indubbiamente dannosi per la salute, i livelli di piombo non sono risultati però sufficienti a provocare danni per il cervello, e per questo non possono essere stati responsabile della caduta dell’Impero Romano.

Riferimenti: Lead in ancient Rome’s city waters; Proceedings of the National Academy of Sciences doi: 10.1073/pnas.1400097111

Credits immagine: RaSeLaSeD – Il Pinguino/Flickr

1 commento

  1. Per la verità una ipotesi simile circolò tempo fà:
    L’avvelenamento da piombo sarebbe dovuto all’usanza di scaldare il vino (durante l’inverno ovviamente) in vasi costituiti da una lega contenente tracce di piombo.
    Questa usanza era però una prerogrativa della ricca aristocrazia che poteva permettersi vasi metallici, mentre il popolo scaldava in vasi di coccio.
    E questo spiegherebbe il diffondersi della sterilità sopratutto nell’aristocrazia romana, non disgiunta dalla follia che colpì spesso i suoi imperatori.
    Il popolo si sarebbe salvato dall’intossicazione, ma dato che era fuori dai giochi di potere la cosa non ebbe i riflessi positivi che ci sarebbero stati se vi fosse stata una “circolazione della classe dirigente”
    Coi mezzi di indagine di cui disponiamo oggi non dovrebbe essere difficile verificare questa ipotesi.

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