Categorie: Salute

Ad ognuno la sua nuvola di batteri

Vi ricordate Pig-Pen, il personaggio dei Peanuts che viveva avvolto da una fitta nube di microbi e sporcizia? Non siamo molto distanti dalla realtà: ognuno di noi è circondato da una vera e propria “nuvola” costituita da polvere, particelle di tessuto e dai batteri che vivono nel nostro corpo – il cosiddetto microbiomaOra, un gruppo di ricerca dell’università dell’Oregon ha fatto una scoperta sorprendente: la composizione batterica dell’aria che ci circonda varia da individuo a individuo, proprio come un‘impronta digitale.

Il risultato è emerso durante uno studio che aveva come obiettivo principale quello di capire se è possibile distinguere una stanza che è stata occupata per un certo tempo da un’altra rimasta vuota, studiando solo la presenza i microbi al suo interno. Nel corso dell’esperimento alcune persone sono state fatte sedere in una camera sterile per circa quattro ore; poi l’aria è stata filtrata e il genoma dei batteri presenti in essa sequenziato. I partecipanti all’esperimento erano vestiti tutti allo stesso modo, per limitare il più possibile le interferenze dovute alle particelle di tessuto.

Ebbene, non solo dopo le prime due ore i ricercatori sono stati in grado di distinguere una camera occupata da una vuota analizzandone semplicemente l’aria, ma si sono anche accorti che la sua composizione poteva identificare quasi univocamente la persona che vi aveva soggiornato. Ad essere più abbondanti sono per lo più tre tipi di batteri: lo Streptococcus, che si trova comunemente nella bocca degli esseri umani, insieme al Propionibacterium e al Corynebacterium, che ne colonizzano la pelle. Anche se in tutti i campioni di aria analizzati erano presenti questi tre microbi, il loro numero varia parecchio da persona a persona. Nelle partecipanti di sesso femminile, poi, l’identificazione è resa ancora più agevole dalla presenza di alcuni comuni batteri vaginali, che ne costituiscono il microbioma.

Ovviamente, le applicazioni in ambito forense sono ancora lontane: una camera sterile è un ambiente molto diverso da quello in cui viviamo ogni giorno, dove le nuvole batteriche di persone diverse si confondono tra di loro e con quelle provenienti dai nostri amici animali. Ma un futuro in cui si potrà utilizzare il nostro microbioma come una vera e propria impronta digitale potrebbe non essere troppo lontano.

Riferimenti: PeerJ, 2015, 3:e1258 https://dx.doi.org/10.7717/peerj.1258

Credits infografica: Viputheshwar Sitaraman, of Draw Science

Credits immagine: ossiak/Flickr CC

Anna Lisa Bonfranceschi

Giornalista scientifica, a Galileo Giornale di Scienza dal 2010. È laureata in Biologia Molecolare e Cellulare e oggi collabora principalmente con Wired e La Repubblica.

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