Presto diventerà troppo rischioso visitare lo spazio se non si eliminano i detriti che orbitano attorno alla Terra. L’ammonimento arriva da una coppia di ricercatori del Johnson Space Center della Nasa, che ha studiato lo stato dei detriti nella bassa orbita terrestre, ossia tra i 200 e i 2.000 chilometri di distanza dal suolo. Attorno alla terra orbitano ben 9.000 oggetti fabbricati dall’essere umano, di cui i due terzi formati da satelliti abbandonati, razzi consumati e frammenti di esplosioni. Per un totale di 5.000 tonnellate di materia che ruota sopra la nostra testa. L’interesse dell’agenzia spaziale statunitense verso tali oggetti è determinato dal fatto che lo scontro di navicelle spaziali con qualunque oggetto più grande di 10 centimetri potrebbe avere conseguenze fatali. Nelle previsioni dei ricercatori, la situazione rimarrebbe stabile fino al 2055, anche ipotizzando di non effettuare più alcun lancio nello spazio. E dopo questa data la situazione potrebbe anche peggiorare, a causa del numero di residui derivanti dallo scontro tra i vari detriti. Tuttavia, il recupero per via robotica della spazzatura spaziale, concentrata principalmente tra i 900 e i 1.000 chilometri di altezza, è un’impresa troppo dispendiosa, né esiste un laser abbastanza potente per spingere i residui a tornare sulla Terra. Gli studiosi attendono conferme per individuare meglio il problema e la sua soluzione, affinché non si debba chiudere la nostra finestra sull’Universo. (i.a.)





