Il ceratosauro scoperto sulle Alpi è il più antico predatore gigante

Vissuto 200 milioni di anni fa, è  il più antico ceratosauro conosciuto, il più grande predatore della sua epoca e anche il primo dinosauro giurassico scoperto in Italia. Si chiama Saltriovenator zanellai e a presentarlo sulle pagine di di PeerJ è un team di paleontologi italiani guidato da Cristiano del Sasso del Museo di Storia Naturale di Milano

ceratosauro
  • 39
  •  
  •  

E’ un dinosauro da record: vissuto 200 milioni di anni fa, è  il più antico ceratosauro conosciuto, il più grande predatore della sua epoca e anche il primo dinosauro giurassico scoperto in Italia.  Non solo: è anche il primo esemplare di una nuova specie di Ceratosauri, un gruppo di dinosauri predatori vissuti verso la fine del Giurassico. Si chiama Saltriovenator zanellai e a presentarlo sulle pagine di di PeerJ è un team di paleontologi italiani guidato da Cristiano Dal Sasso del Museo di Storia Naturale di Milano.  Saltriovenator, scrivono i ricercatori, anticipa di ben 25 milioni di anni la comparsa dei grandi dinosauri predatori provando che l’evoluzione di questi animali verso dimensioni gigantesche era già iniziata 200 milioni di anni fa.

Saltriovenator zanellai, un giovane ceratosauro gigante

Il primo dinosauro del Giurassico trovato in Italia  è stato scoperto casualmente nel 1996 all’interno di una cava Salnova di Saltrio, in provincia di Varese (la stessa da cui provengono i marmi del Teatro alla Scala di Milano e della Mole Antonelliana di Torino), da Angelo Zannella del Gruppo Brianteo Ricerche Geologiche di Paina di Giussano, Como. Ci sono voluti molti anni per riuscire a estrarre i fossili dalla roccia e ricomporre il puzzle di frammenti che ha  consentito ai ricercatori di svelare l’identikit del dinosauro. Su molte delle ossa i ricercatori hanno trovato segni di morsi di pesci e invertebrati marini: è la prima volta che segni simili vengono visti sui resti di un dinosauro, e i ricercatori pensano che la carcassa potrebbe essere affondata e rimasta sul fondo del mare per un lungo tempo prima di essere sepolta dai sedimenti.

Lungo 7,5 metri, con un cranio largo circa 80 centimetri e una tonnellata di stazza, quando morì Saltrivenator zanellai era era ancora un giovane celatosauro. “L’analisi paleoistologica indica che il Saltriovenator era un individuo ancora in crescita, quindi la sua dimensione stimata è tanto più impressionante, in un contesto come quello del primo periodo del Giurassico”, spiega  Simone Maganuco, coautore dello studio.  All’epoca, circa 198 milioni di anni fa, i dinosauri predatori erano rari e generalmente di piccola taglia.

Dalle dita…

Ricomponendo il puzzle di fossili, i ricercatori si sono accorti di trovarsi difronte a un grande ceratosauro, e non a un allosauro come avevano ipotizzato inizialmente: gli arti anteriori, infatti, avevano 4 dita (di cui una vestigiale), e non tre, come quelle dei allosauri. “Sebbene frammentario, lo scheletro di Saltriovenator mostra un mosaico di caratteristiche anatomiche ancestrali, tipiche dei dilofosauri e dei ceratosauri, e  più evolute, presenti nei teropodi tetanuri, come gli allosauri”, spiega Dal Sasso.

Ceratosauri
(Foto: Andrea Cau)

…alle ali

La struttura delle zampe del ceratosauro,  secondo i ricercatori, costituiscono un tassello mancante nel percorso evolutivo che dai terapodi portò agli uccelli. “I resti della zampa di Saltriovenator colmano una lacuna chiave nell’albero evolutivo dei teropodi: i dinosauri predatori hanno progressivamente perso il quarto e quinto dito, evolvendosi con una zampa a tre dita che non è altro che il precursore dell’ala degli uccelli”, conclude Andrea Cau, coautore dello studio.

Riferimenti: PeerJ

(Credits. immagini: Gabriele Bindellini; Andrea Cau)

Articoli correlati


  • 39
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *