Gli amputano una mano, la sostituisce con un coltello: il caso dello scheletro longobardo

Gli archeologi dell’Università Sapienza di Roma hanno ritrovato in una necropoli del nord Italia lo scheletro di un uomo longobardo (VI-VIII secolo d.C.) senza una mano. Al suo posto la lama di un coltello come protesi

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Capitan Uncino ante-litteram? Lo scheletro di un uomo con l’avanbraccio destro amputato è stato ritrovato da una squadra di archeologi dell’Università Sapienza di Roma nella necropoli longobarda di Povegliano Veronese, datata VI-VIII secolo d.C. Fin qui niente di eccezionale, si potrebbe pensare: probabilmente si trattava di un guerriero ferito in battaglia e deceduto per le lesioni. E invece no. Non solo l’uomo non è morto in conseguenza di quella menomazione, ma pare ci abbia convissuto per molto tempo e che si sia adattato alla situazione sostituendo la parte mancante con una protesi molto particolare: una lama.

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