Da Atlanta: un’arma in più per i malati di leucemia

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UN’ARMA in più nella lotta contro la leucemia linfatica cronica. È il venetoclax, un farmaco di nuova generazione, che potrebbe aiutare moltissimi pazienti con la forma più grave di questa malattia, quella recidivante refrattaria ai trattamenti. L’approvazione per il suo utilizzo in monoterapia è appena arrivata lo scorso settembre, eppure la ricerca ha già pronta una novità importante: lo studio Murano, un trial di fase 3 appena concluso dimostra infatti l’efficacia di venetoclax in associazione con l’anticorpo monoclonale rituximab, una combinazione che si rivelerebbe superiore allo standard attuale per i pazienti refrattari alle terapie di prima e seconda linea. I risultati saranno presentati proprio nei prossimi giorni durante il congresso annuale dell’American Society of Hematology, che si terrà ad Atalanta tra il 9 e il 12 di dicembre. E stando alle indiscrezioni lascerebbero trapelare un’altra novità importante: la possibilità di sospendere il venetoclax nei pazienti che rispondono a pieno alla terapia.

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