Come lavarsi bene i denti in 5 mosse

lavarsi bene i denti
(Foto via Pixabay)

Esistono studi epidemiologici condotti in diversi Paesi che dimostrano tutti la stessa cosa: ancora troppe persone non sanno lavarsi i denti o lo fanno di rado, hanno convinzioni sbagliate o, specialmente da bambini, usano prodotti non adatti che possono compromettere lo stato di salute di denti e gengive. Ecco dunque 5 consigli per lavare i denti su come, quando e con cosa.

1. Almeno due volte al giorno
I denti vanno lavati almeno due volte al giorno, cioè prima di andare a dormire e in un’altra occasione nel corso della giornata, anche se sarebbe meglio dopo ogni pasto. Tempo minimo consigliato dagli esperti è due minuti, avendo cura di spazzolare bene tutta la superficie in modo da limitare il formarsi della placca. Operazione monotona e a volte fastidiosa, soprattutto per i bambini, ma si può ovviare scaricando delle simpatiche app musicali per assicurarci di spazzolare per la giusta quantità di tempo senza annoiarci troppo.

2. La scelta dello spazzolino
Una delle domande più frequenti che un dentista o un igienista dentale si sente rivolgere è: ma sono meglio gli spazzolini elettrici o manuali? A dirla tutta, se ci fosse una corretta e esaustiva educazione su come si devono lavare i denti, elettrico o manuale non sarebbe importante perché la cosa che conta alla fine è che essere in grado di spazzolare con cura tutta la superficie dei denti.

Banale? Mica tanto. Proprio perché non è così semplice raggiungere tutte le regioni della bocca e pulire bene i denti, la maggior parte degli esperti italiani consiglia lo spazzolino elettrico, che con i movimenti oscillatorio e rotatorio della testina facilita la rimozione della placca e del tartaro dando a tutti la possibilità di avere risultati soddisfacenti.

Lo spazzolino manuale invece è più difficile da usare bene. Deve avere una testina abbastanza piccola da poter raggiungere tutte le regioni della bocca, anche quelle posteriori, e una forma tale da non creare traumi. I modelli più efficaci sono quelli con setole a diversa altezza o incrociate perché così puliscono meglio gli spazi interdentali. Secondo l’Associazione nazionale igienisti dentali, poi, le setole artificiali sono da preferire a quelle naturali, le quali si rompono più facilmente e, essendo cave, trattengono acqua diventando substrato per muffe e batteri.

3. Attenzione al dentifricio
Sul mercato ne esistono di tutti i tipi e di tutti i sapori, ma quello a cui bisogna prestare attenzione per la salute dei denti è il loro contenuto di fluoro. Il fluoro è riconosciuto come elemento fondamentale per la prevenzione delle carie, ma il suo eccesso può essere controproducente. Troppo fluoro infatti, specialmente durante la crescita, può essere causa di fluorosi, cioè mancata mineralizzazione dello smalto, con conseguente scolorimento dei denti che possono assumere uno sgradevole aspetto a macchie. Niente di drammatico, nella maggior parte dei casi, ma a livello estetico non è il massimo.

Le linee guida nazionali del ministero della Salute (in accordo con le direttive di altri Paesi) suggeriscono per gli adulti l’utilizzo quotidiano di dentifrici con contenuto di fluoro da 1350 a 1500 parti per milione o ppm (l’indicazione si trova sulle confezioni del prodotto). Per i bambini invece è diverso: l’apporto consigliato di fluoro varia in relazione all’età del minore e alle sue abilità, quindi i genitori devono avere qualche accortezza in più nella scelta dei prodotti e sulle quantità da usare. I bambini in tenera età, per esempio, non hanno il completo controllo del riflesso della deglutizione e spesso ingeriscono involontariamente parte del dentifricio, cosa che può determinare un assorbimento sistemico di fluoro e un aumento del rischio di fluorosi. Gli esperti dunque sconsigliano di utilizzare dentifrici fluorati prima dell’anno di età, per passare poi a prodotti a basso contenuto di fluoro (circa 1000 ppm) fino ai 5-6 anni in quantità ridotte, una strisciata sotto i tre anni e non più delle dimensioni di un pisello a lavaggio fino ai 6. Poi si può passare ai prodotti per adulti, sempre supervisionando i bambini perché non lecchino o mangino il dentifricio.

4. Non risciacquare
Non tutti sanno che sarebbe meglio sputare la quantità di dentifricio in eccesso evitando di sciacquare la bocca per non diluire la concentrazione di fluoro locale e massimizzarne l’azione protettiva. Secondo l’ente britannico Nhs, persino il collutorio (anche se fluorato) non dovrebbe essere usato subito dopo essersi lavati i denti, ma magari dopo uno spuntino o dopo pranzo se non si ha possibilità di una bella spazzolata. Dopo gli sciacqui col collutorio fluorato, comunque, si consiglia di non mangiare o bere per una mezzora, sempre per massimizzarne l’azione.

5. Prima il filo interdentale
Il filo interdentale usato prima di lavarsi i denti è uno strumento importante per l’igiene orale: muovendolo dall’alto in basso nell’intercapedine tra un dente e l’altro, non solo consente di eliminare il cibo rimasto incastrato tra i denti ma aiuta a asportare la placca riducendo il rischio di malattie delle gengive e di alito cattivo. Non tutti però riescono a usarlo, dipende da quando spazio c’è tra un dente e l’altro. In ogni caso esistono alternative da discutere con il proprio dentista.

Via: Wired.it

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