Acque più calde nei mari tropicali favoriscono la proliferazione di alcuni coralli caraibici, come le Acropore. L’annuncio è stato dato da William Precht e Richard Aronson durante il convegno annuale della Geological Society of America tenutosi a Seattle questa settimana. Esemplari viventi di Acropora sono stati rinvenuti vicino a Fort Lauderdale in Florida nel 1998 e nel 2002 al largo della costa texana nel Golfo del Messico. I ricercatori sottolineano che l’attuale espansione sta riportando queste creature marine – come risulta dal confronto con i fossili corallini – in un’area già colonizzata tra nove e quattromila anni fa, quando le acque dell’Atlantico erano più calde di 2-4 gradi. Va quindi riesaminato l’impatto del riscaldamento globale sulle specie tropicali. In particolare sui coralli. Gli scienziati infatti hanno sinora attribuito alle acque troppo calde molti danni subiti dalle barriere coralline, specialmente lo sbiancamento (bleaching), dovuto all’espulsione delle alghe necessarie a questi organismi per vivere. Ma non tutti gli studiosi condividono le nuove previsioni. Perché se le acque superassero i 32°C l’Acropora non potrebbe più svilupparsi. Esistono poi altri fattori, come l’inquinamento, in grado di compromettere la sopravvivenza del corallo quando la temperatura si avvicina al limite critico. (g.p.)





