Ogni settimana giungono notizie sulle decodifica di una nuova sequenza di genoma; tuttavia è molto difficile tradurre queste informazioni in ciò che fa esattamente un singolo gene: su “Journal of Biology” viene descritto (e anche messo a disposizione sul sito Phylofoot (http://www.phylofoot.com) uno strumento per facilitare la soluzione di questo problema. Wyeth Wasserman e il suo gruppo del Centro per la medicina molecolare e terapeutica di Vancouver (Canada) hanno infatti messo a punto un veloce metodo per identificare quali regolatori dell’espressione genica, chiamati fattori di trascrizione, sono controllati dai singoli geni. Uno dei problemi più rilevanti nelle decodifica del genoma umano è il fatto che molti fattori di trascrizione non sembrano avere un rilevante significato biologico. L’idea base è quella di confrontare le sequenze geniche intraspecie (nel caso quella umana e quella dei topi) e vedere quelle che sono conservate in ambedue le specie. Infatti sono proprio queste le maggiori candidate a contenere geni di interesse biologico. Questo metodo permetterà di risparmiare molto tempo e denaro nel lavoro di decodifica funzionale del genoma umano. (g.v.)





