Ecco i vagiti dell’Universo

Una sonda della Nasa ha mostrato la più dettagliata mappa mai realizzata della radiazione cosmica di fondo, la primordiale eco a microonde prodotta dal Big Bang. Elaborando le informazioni raccolte dal satellite Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (Wmap), che si trova a poco più un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, gli astrofisici dell’ente spaziale americano hanno potuto ricostruire un’immagine molto accurata dell’universo a 380.000 anni dalla sua nascita. “Abbiamo catturato l’universo neonato nei minimi particolari. I dati sono solidi, una miniera d’oro”, ha affermato Charles Bennett, responsabile scientifico di Wmap. Rilevata per la prima volta nel 1965 da Arno Penzias e Robert Wilson, la radiazione cosmica di fondo è un mare di microonde, a una temperatura di circa – 270 gradi centigradi, interpretate come residuo dell’energia del globo di fuoco da cui ha avuto origine il cosmo. La scoperta di questa radiazione è considerata la più importante per la cosmologia dopo quella dell’espansione dell’universo. Lanciata nel giugno di due anni fa, la sonda Wmap è l’erede del Cosmic Background Explorer (Cobe), il satellite della Nasa che nel 1992 aveva trovato increspature nella radiazione cosmica di fondo esattamente della grandezza prevista dal modello standard del Big Bang. In questo ambito, i dati provenienti da Wmap sembrano ora confermare anche la teoria inflazionaria, la quale ipotizza, per la primissima fase del cosmo, un periodo di espansione estremamente rapida. La stessa età dell’universo è stata valutata, entro margini di errore molto ristretti, intorno ai 13,7 miliardi di anni. (f.to.)

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