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Emergenza cibo in Darfur

La riduzione degli aiuti alimentari agli sfollati del Darfur rischia di provocare una vera e propria catastrofe. L’allarme viene da Medici Senza Frontiere (Msf) che diffonde un appello affinché gli stati riprendano a finanziare il Programma Alimentare Mondiale (Pam) che si occupa della distribuzione di alimenti in Darfur, e che a oggi non è in grado di fornire gli aiuti necessari. Nel 2005 il Pam ha distribuito più di 40 mila tonnellate di derrate al mese a oltre due milioni di sfollati della regione africana, evitando così una catastrofe umanitaria. Ma lo scorso 28 aprile il Pam ha dichiarato di non poter più fornire un’intera razione alimentare vitale (pari a 2.100 calorie) a causa del mancato finanziamento della comunità internazionale. Alcuni fondi (il 46 per cento del necessario) erano attesi per maggio, in seguito a un accordo di pace tra i gruppi armati presenti in Darfur, ma a causa di ritardi nell’invio degli alimenti il Pam non potrà distribuire razioni intere fino a novembre. Gli sfollati del Darfur sopravvivono grazie agli aiuti del Pam e non hanno nessuna altra fonte di sostentamento. Msf ricorda con preoccupazione come, in passato, i suoi volontari abbiano dovuto far fronte all’aumento di casi di malnutrizione severa causato dalla sospensione degli aiuti alimentari, e come questa minaccia sia nuovamente incombente sulla popolazione. Fabrice Weissman, capo della spedizione Msf in Darfur, sottolinea come “la comunità internazionale sembra voler condizionare gli aiuti alla firma di un accordo fra le parti in conflitto”. L’appello è dunque a tutti gli stati affinché dispongano fondi eccezionali per l’invio immediato degli aiuti alimentari, resi ancor più necessari dall’arrivo della stagione delle piogge. (s.o.)

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