Sotto i ghiacci della Groenlandia c’è un enorme cratere

cratere
(Foto: The Natural History Museum of Denmark)

Un cratere con un diametro di oltre 30 chilometri, un’area più vasta di quella occupata dalla città di Parigi, è stato scoperto nelle profondità del ghiacciaio Hiawatha, in Groenlandia. È la prima volta che un cratere di questo tipo viene scoperto sotto uno strato di ghiaccio continentale.

(Foto: The Natural History Museum of Denmark)

La scoperta del cratere

Nella ricerca, pubblicata su Science Advances, gli scienziati spiegano che, sebbene al momento non sia possibile determinarne l’età, i loro calcoli sembrano indicare che il meteorite che ha originato il cratere sarebbe stato largo oltre un chilometro. E un impatto di questo tipo avrebbe avuto notevoli conseguenze in tutto l’emisfero, e forse anche a livello globale. Secondo i ricercatori, questo sarebbe probabilmente avvenuto durante il Pleistocene, l’epoca geologica che va tra i 2,58 milioni di anni fa e gli 11.700 anni fa.

Utilizzando dei radar in grado di penetrare il ghiaccio, Kurt H. Kjær e il suo team hanno inizialmente identificato una depressione a circa un chilometro di profondità sotto il ghiacciaio. Dopo aver recuperato dei campioni di ghiaccio, i ricercatori hanno osservato che quelli provenienti da maggiori profondità erano ricchi di detriti, tra cui granuli di quarzo che mostravano segni di un potente impatto.

I detriti

Per studiare meglio la composizione dei detriti intrappolati nelle profondità del ghiaccio, e quindi non facilmente recuperabili, i ricercatori hanno analizzato i sedimenti di uno dei ruscelli che ha origine dal ghiacciaio Hiawatha. Questi hanno confermato la loro ipotesi: alcuni dei granuli erano infatti composti di materiali contenenti carbonio e vetro, solitamente originati dallo scioglimento di minerali in seguito ad un impatto. Altri sedimenti provenienti dal fiume contenevano elevate concentrazioni di nichel, cobalto, cromo ed oro, elementi che di solito sono presenti nei meteoriti ferrosi, che sono relativamente rari (poco più del 5% delle cadute meteoritiche sul nostro pianeta sono meteoriti ferrosi).

Riferimenti: Science Advances

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