Sono indicati come responsabili di cancro, artrite e processi di invecchiamento, ma uno studio inglese pubblicato su Nature potrebbe discolparli. Si tratta dei radicali liberi, molecole prodotte dai globuli bianchi per contrastare le infezioni. Secondo le teorie fisiologiche prevalenti, queste molecole svolgono la loro funzione tossica contro i microbi, ma accumulandosi nell’organismo causano danni di vario genere anche ai tessuti umani. Un gruppo di ricercatori dello University College di Londra, guidati da Tony Segal, ha messo però in dubbio la validità di questa teoria. Non sarebbero i radicali liberi, secondo Segal e i suoi colleghi, alla base della capacità dei globuli bianchi di attaccare i microbi, ma particolari enzimi la cui produzione è stimolata da flussi di potassio all’interno delle cellule. Quando questo flusso è bloccato, i globuli bianchi non riescono più a svolgere la loro funzione immunitaria. I radicali liberi sarebbero solo sottoprodotti del processo, erroneamente ritenuti tossici. “È possibile che molti pazienti stiano usando farmaci antiossidanti basati su una teoria completamente infondata”, sostiene Segal. (n.n.)





