Un giorno potrebbero tornare al loro posto le statue raffiguranti i due imponenti Buddha di Bamiyan, nel nord dell’Afghanistan, distrutte dai talebani nel marzo del 2001. Oggi, grazie a un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Tecnologia della Federazione Elvetica, è stato possibile ricostruire, almeno virtualmente, quelle antiche statue. Usando le più recenti tecniche in grafica tridimensionale, la realizzazione dei Buddha virtuali è stata possibile attraverso precise rilevazioni fotogrammetriche e misurazioni raccolte nel 1970. I ricercatori, convinti dell’importanza di questa ricostruzione ai fini dello studio e della ricerca, la considerano come un primo passo pratico verso la loro reale ricollocazione fisica. Dalle immagini tridimensionali è infatti possibile arrivare a un primo modello in scala e successivamente passare all’attività sul campo, cercando di riportare all’umanità il suo patrimonio perduto. Tanto più che le attuali tecnologie consentono di riprodurre molto facilmente lo stesso tipo di pietra usata per gli originali. Tuttavia all’ottimismo degli svizzeri fa da contraltare il pragmatismo di altri studiosi e associazioni. Per questi ultimi le nuove statue non sarebbero più il frutto dei secoli ma della tecnologia e ciò le snaturerebbe del tutto. Inoltre c’è da considerare la mole di investimenti necessaria per un progetto del genere in un Paese dove è urgente la costruzione di importanti strutture civili. (a.s.)





