Ilva: a Taranto crescono tumori e mortalità

A Taranto si muore di più rispetto al resto della Puglia. È il risultato a cui sono pervenuti i ricercatori dell’ Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del progetto Sentieri, i cui dati aggiornati  (Wired vi aveva già parlato di quelli disponibili fino al 2002) al periodo 2003-2009 sono stati presentati oggi a Taranto dal ministro della Salute Renato Balduzzi. Questi i numeri: per tutte le cause di mortalità e per tutta la popolazione c’è stato un aumento dal 10 all’11 per cento rispetto al 2008.

l colpevole della questione sembra proprio essere l’impianto siderurgico dell’ Ilva. Il ministro ha sottolineato come “dai risultati presentati emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto. Questo quadro è coerente con quanto emerso dai precedenti studi descrittivi e analitici di mortalità e morbosità, in particolare la coorte dei residenti a Taranto nella quale, anche dopo aver considerato i determinanti socio-economici, i residenti nei quartieri Tamburi, Borgo, Paolo VI [quelli più vicini allo stabilimento industriale, nda] e nel comune di Statte mostrano una mortalità e morbosità più elevata rispetto alla popolazione di riferimento”.

Una vera e propria emergenza, insomma: i numeri parlano chiaro. L’11 percento di mortalità in eccesso è ottenuto mediando il dato relativo a uomini (+14%) e donne (+8%). Per queste ultime, in particolare, la situazione è drammatica: il 13 percento dei decessi è legato a tumori, il cui incremento è molto significativo (fegato: +75%; linfoma: +43%; utero: +80%; polmoni: +48%; stomaco: +100%; mammella: +24%). Anche gli uomini residenti nelle vicinanze dell’Ilva si sono ammalati di più rispetto al resto della provincia, con il 13 per cento di aumento dei casi di tumore.

Per far fronte al problema, il Ministro ha proposto un intervento all’interno della nuova Autorizzazione integrata ambientale (il provvedimento che disciplina e autorizza l’attività di un impianto industriale), che prevede, tra le altre cose, l’adozione di un sistema di monitoraggio sanitario per valutare l’efficacia delle prescrizioni e la costituzione di un osservatorio, con la partecipazione delle istituzioni locali, al quale affidare l’interpretazione dei dati. “La situazione a Taranto è indubbiamente complessa”, ha concluso Balduzzi:  “È necessario uno sforzo per un monitoraggio costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate”.

Via: Wired.it

Credits immagine:mafe de baggis/Wikipedia