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La materia è meno oscura

Sarebbe pari a dieci milioni di volte quella del Sole la massa minima delle galassie dell’universo. A questa conclusione sono giunti gli astrofisici dell’Università di California a Irvine, analizzando con il telescopio Keck nelle Hawaii e il Magellano in Cile la luce proveniente dalle galassie nane, le più piccole conosciute: nella Via Lattea se ne sono contate almeno 22. Queste hanno una luminosità estremamente variabile, tra le 1000 e i 10 milioni di volte quella della nostra stella. Calcolando la velocità di movimento in base alla luce emessa, i ricercatori americani sono riusciti a ricavare la massa di ciascuna galassia nana. Scoprendo con sorpresa che questa è sostanzialmente costante, ovvero circa 10 milioni di volte la massa solare, indipendentemente dalla luminosità.

“E’ un po’ come osservare il nostro pianeta dall’alto, e cercare di calcolare il numero di abitanti delle grandi metropoli in base alla luce emessa dalle città. Si potrebbe pensare che a Los Angeles abitino più persone che a Bombay, ma in realtà non è così”, spiega Manoj Kaplinghat, coautore dello studio insieme a Louis Strigari. La massa minima così determinata potrebbe rappresentare il “mattone” più piccolo di quella invisibile e misteriosa sostanza che è la materia oscura.

In effetti l’obiettivo del lavoro, che appare oggi su Nature, è proprio questo. “Determinando la massa minima di queste galassie possiamo avere più informazioni sul comportamento della materia oscura, che è essenziale per poter un giorno capire come si sia formato l’universo così come lo conosciamo”, commenta Strigari. Sebbene infatti la materia oscura rappresenti circa i cinque sesti di tutta la materia dell’universo, gli scienziati hanno pochissime informazioni sulle sue proprietà microscopiche. Quello che a tutt’oggi è stato stabilito è che la gravità della materia oscura attiri la materia “normale” determinando la formazione delle galassie, e che sia dunque alla base della struttura dell’universo.

Poiché le galassie nane sono composte in gran parte da materia oscura – la proporzione è di 1 a 10.000 rispetto alla materia normale – la scoperta della loro massa minima ne rivela una proprietà fondamentale. “Il nostro lavoro indica che pur essendo praticamente invisibili, queste galassie contengono comunque enormi quantità di materia oscura”, continuano gli astrofisici americani: dunque si possono ipotizzare ammassi di materia oscura che non contengano stelle, mentre fino a oggi gli unici identificati sono quelli che emettono luce. (e.m.)

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