Un laboratorio microscopico composto da un solo chip e immerso in un mare di olio. È questo il risultato di uno studio realizzato da un team di ricercatori della North Carolina State University di Raleigh (Usa) guidato dal chimico Orlin Velev. In passato diversi chimici avevano tentato una simile impresa ma le difficoltà maggiori si incontravano quando si trattava di far passare sostante liquide e solide attraverso i canali miniaturizzati del chip. Cosa ha fatto, quindi, il team di Velev? Ha realizzato un microprocessore al cui interno non ci sono i canali miniaturizzati, ma gocce – mosse da migliaia di elettrodi – di oro e lattice che fungono da vettori e trasportano le varie sostanze “studiate” nel microlaboratorio. Il sistema potrebbe essere utilizzato per realizzare reazioni chimiche o effettuare analisi in scala minuscola: “Ad esempio”, spiega Velev, “per condurre delle analisi, le gocce sarebbero in grado di trasportare un virus o un batterio”. (ma.c.)





