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L’acchiappa-molecole

Alcune molecole sono davvero sfuggenti. È il caso, per fare l’esempio che si è guadagnato le pagine di Nature, del carbene idrossimetilene (HCOH). Gli scienziati ne avevano da tempo ipotizzato l’esistenza come possibile precursore di molti composti organici, ma finora non era mai stato isolato. Ora, un gruppo di ricercatori dell’Università della Georgia (Usa) è finalmente riuscito a sintetizzare e a caratterizzare questo composto.

Il trucco per catturare la molecola è stato di intrappolarla in una matrice di argon a temperatura bassissima, prossima allo zero assoluto (11 Kelvin). Perfino in queste condizioni il composto è stabile solo per poche ore, in quanto si trasforma spontaneamente in formaldeide. Wesley Allen, che ha guidato la ricerca coinvolgendo anche università tedesche e ungheresi (la Liebig University e la Eotvos University), sottolinea come la scoperta sia un ottimo esempio di perfetta combinazione tra predizioni teoriche e osservazioni sperimentali.

Decisamente meno atteso è stato invece l’interessante caso di “quantum tunneling”, cioè il passaggio della particella attraverso una barriera normalmente inaccessibile. Studiando il decadimento di HCOH a formaldeide (esattamente analogo a quello dei nuclei radioattivi), gli scienziati si sono trovati davanti a questo fenomeno, comune per gli elettroni ma già raro per particelle come gli atomi di idrogeno. “Il fatto che in questo caso coinvolga un’intera molecola è assolutamente spettacolare”, hanno commentato i ricercatori .

Il progetto inizialmente era stato finanziato dalla Nasa allo scopo di verificare la possibile presenza di HCOH nello Spazio. Tuttavia, gli scienziati ad oggi ritengono estremamente improbabile la presenza di questo composto nell’Universo. Il metodo messo a punto per la sua cattura invece potrebbe essere efficacemente applicato ad altri composti sfuggenti.  (m.f.)

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