L’arte di resuscitare i morti

Le notizie di trapianti di organi occupano spesso le pagine dei giornali e i media in generale dedicano grande attenzione verso questo campo della medicina. Ciò accade anche perché si ha una sensazione di miracolo: il trapianto “resuscita” una persona condannata a morte certa da una malattia. I mezzi di comunicazione sono quindi inclini a dare spazio al lato emotivo della questione, e solo raramente prendono in considerazione il contesto scientifico e etico in cui queste operazioni hanno luogo. “Raising the Dead” – letteralmente “Resuscitare i morti” ricostruisce invece una panoramica a trecentosessanta gradi sulla medicina dei trapianti, e il risultato è un bel libro molto accessibile che guida il lettore nelle questioni principali dei trapianti d’organo.

Il volume analizza diversi casi paradigmatici, considerando anche i temi degli xenotrapianti, come il celebre esempio di Baby Fae cui nel 1984 fu trapiantato un cuore di babbuino, e della vendita di organi. Per ognuno di questi casi Munson – docente di filosofia della scienza e della medicina a Saint Louis – prende in esame la storia clinica e ne discute i punti salienti dal punto di vista medico ed etico. Il tutto con l’aggiunta di brevi descrizioni dei protagonisti delle storie, pazienti, medici, le loro famiglie. Il libro alterna quindi momenti di vero dramma con una precisa descrizione delle procedure cliniche, frutto anche di interviste con i protagonisti che Munson riporta con efficacia narrativa.

Sono particolarmente interessanti i capitoli dedicati agli xenotrapianti e alla medicina rigenerativa. Ciò perché Munson riesce, anche con una strategia narrativa appropriata – per le cellule staminali e per la descrizione del commercio di organi, il racconto si presenta come se fosse un caso reale – a far capire le vere prospettive che l’uso delle staminali apre per la medicina.Una prosa asciutta e per nulla incline al sensazionalismo introduce quindi anche agli argomenti di bioetica, discussi con rigore e serenità. Per il lettore italiano, in questo periodo, il libro è ancor più utile per collocare i quattro quesiti referendari che saranno votati il prossimo 12 giugno, nel più ampio quadro del dibattito biomedico internazionale. Inoltre, ha il vantaggio di andare al di là delle solite questioni, che in Italia sono quelle poste dal cattolicesimo e da una classe politica pressoché digiuna di scienza. Va sottolineata in particolare la critica breve ma incisiva all’idea, proposta da molti teologi, che “essere umani nel senso biologico (essere un embrione umano o possedere il codice genetico umano) è equivalente ad essere umani nel senso morale”. Tuttavia – evidenzia Munson – “gli Alieni provenienti da Tau Ceti potrebbero essere completamente diversi biologicamente dagli umani, ma tuttavia possedere caratteristiche (come la razionalità) che gli dia diritto al trattamento morale che accordiamo agli umani” (p.260). Il dosaggio accurato di elementi scientifici, etici, sociali e emotivi rende la lettura scorrevole e affascinante, semplificando senza banalizzare alcuni dei nodi cruciali che la bioetica medica ha affrontato nel Novecento e affronterà nei prossimi anni.

Il libro

Ronald Munson, Raising the Dead: Organ Transplants, Ethics, and Society Oxford University, Presspp.288, euro 18.33

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