La distruzione della cometa 73P/Schwassmann-Wachmann in diretta. È lo spettacolo offerto agli astronomi dall’occhio tecnologico di Hubble, il telescopio spaziale Nasa/Esa, che ha catturato le immagini lo scorso 27 aprile. Atteso da esperti e appassionati di tutto il mondo da oltre tre anni, il passaggio della cometa attraverso il Sistema Solare si è rivelato un evento estremamente affascinante, oltre che prezioso dal punto di vista scientifico. Infatti, le immagini catturate dal telescopio hanno fatto luce sul fenomeno della progressiva disintegrazione della cometa, permettendo in futuro di “diagnosticare” il meccanismo che ne ha portato alla morte, come afferma Hal Weaver, che in passato ha utilizzato l’Hubble per gli studi sulla cometa Shoemaker-Levy 9. Attualmente la cometa presenta una coda composta da 33 frammenti, nominati con le lettere dell’alfabeto. Osservando tramite il telescopio due frammenti, B e G, dopo le fasi maggiori di deflagrazione, si è notata ancora una fortissima luminosità attribuibile all’elevata combustione ancora in atto. Il processo di distruzione della cometa è infatti fortemente gerarchico, ossia ognuno dei frammenti continua ad esplodere dividendosi in frammenti più piccoli. Alcuni di questi frammenti, inoltre, sembrano sparire fuori dalla coda della cometa. Immagini sequenziali del frammento B rivelano che i frantumi ghiacciati esposti al calore del Sole provocano uno sviluppo istantaneo di gas che spinge via il frammento stesso, un po’ come i jetpack permettono agli astronauti di camminare nello spazio. Avendo massa minore, i frammenti più piccoli vengono spinti più lontano. Grazie alle immagini ad alta risoluzione di Hubble è stato così possibile verificare le ipotesi avanzate dagli scienziati, che presumevano la presenza di numerosi, piccoli frammenti, finora invisibili, per spiegare la mancanza di parte della massa della stella. (a.p.)





