L’Europa è più unita

È un piccolo ma significativo passo avanti, quello compiuto il 26 gennaio a Strasburgo. L’Ufficio di presidenza del Consiglio d’Europa ha accolto, all’unanimità, la proposta avanzata dalla delegazione italiana sulla moratoria universale alla pena di morte. L’obiettivo è quello di sollecitare e accelerare il dibattito presso questo organismo, per poi appoggiare il progetto di risoluzione italiana alle Nazioni Unite relativo alla sospensione temporanea delle esecuzioni nel mondo.

In questo modo, la richiesta del nostro paese al Palazzo di Vetro potrebbe essere resa più “pesante” dall’appoggio dei paesi che fanno parte del Consiglio d’Europa. L’atto di Strasburgo va quindi nella direzione di una maggiore unità del Vecchio continente, non tanto sulla questione di principio (tutti i paesi membri sono contrari alla pena capitale) quanto sull’opportunità e la tempistica delle diverse iniziative da porre in atto. Per altro, già il 22 gennaio il ministro degli esteri Massimo D’Alema aveva illustrato ai colleghi dell’Ue lo scopo e gli obiettivi dell’iniziativa italiana (vedi Galileo), ribadendo la necessità di una iniziativa comune a tutta l’Europa.

Proprio in quest’ottica, la presidenza di turno tedesca ha assicurato che avvierà un’iniziativa presso l’Onu per cercare di giungere al voto su una risoluzione dell’Assemblea generale. Nel frattempo, nella prossima riunione della Commissione permanente dell’Assemblea parlamentare, verrà affidato l’incarico di redigere un rapporto sul quale potranno poi pronunciarsi le delegazioni parlamentari di tutti i paesi del Consiglio d’Europa. (e.m.)

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