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L’Fbi ci spia

Il nome, Carnivore, fa spavento. Come l’uso che se ne potrebbe fare (e che forse se ne sta già facendo). Si tratta di un sistema messo a punto a Quantico, in Virginia, dall’Fbi. È capace di leggere tutti i messaggi in entrata e in uscita su qualsiasi Internet Service Provider (Isp). È attivo da mesi, ma solo ora viene alla luce, grazie alla denuncia dell’American Civil Liberties Union. Funziona come una spia telefonica: quando è installato su un Isp, permette di individuare e monitorare tutte le informazioni riguardanti una singola persona. Almeno così dicono al Federal Bureau of Investigation. Ma la realtà potrebbe essere diversa. E molto più inquietante per gli utenti del web. Una normale “cimice” permette infatti di ascoltare solo le conversazioni delle persone indagate. Carnivore, invece, setaccia tutte le informazioni in transito sul provider in cui è installato. Potenzialmente, quindi, chiunque navighi in rete corre il rischio di essere spiato. All’Fbi, ovviamente, minimizzano: “Si tratta solo di un sistema di investigazione specializzato”, afferma il capo della sezione informatica dell’agenzia, Marcus Thomas. Ma pochi sono disposti a credergli. Anche perché intorno all’erede di Echelon (altro sistema di investigazione del web) il mistero è fittissimo. “L’Fbi”, dichiara James X. Dempsey, consigliere del Centro per la Democrazia e la Tecnologia, “sta piazzando delle scatole nere dentro la rete di computer dei provider”. La cosa grave, aggiunge, è che “nemmeno gli Isp sanno che cosa questa apparecchiatura può fare”. (v.cam.)

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