L’importanza di partecipare

Secondo la Direttiva 2001/18/CE, chiunque voglia commercializzare un organismo geneticamente modificato deve presentare una domanda (notifica) all’autorità competente di uno Stato membro. La documentazione viene quindi inoltrata all’EFSA (European Food Safety Authority, l’ente responsabile della valutazione delle notifiche) per essere valutata da un gruppo di esperti (il GMO Panel). Secondo la decisione europea 2002/812/CE, il richiedente deve fornire anche una sintesi della notifica per la Commissione Europea, che provvede a renderla pubblica sul sito del JRC (Joint Research Centre, http://gmoinfo.jrc.it/gmc_browse.asp). Dall’esame dei dati della notifica e sulla base del parere dell’EFSA, l’autorità competente stende una relazione di valutazione (assessment report), che viene inviata alla Commissione e pubblicata on line sullo stesso sito del Jrc.

In base all’articolo 24 della Direttiva 2001/18/CE, il pubblico ha la possibilità di partecipare attivamente ai processi decisionali inviando alla Commissione osservazioni sulle notifiche sia dopo la pubblicazione della sintesi della notifica, sia dopo la pubblicazione dell’assessment report (in entrambi i casi, fino a un massimo di 30 giorni dalle pubblicazioni).

Dall’entrata in vigore della nuova Direttiva sono state presentate 28 notifiche: 11 hanno ricevuto un parere favorevole dal proprio paese, quattro sono state autorizzate e nove sono state ritirate. Le restanti quattro sono state modificate ai sensi del nuovo Regolamento 1829/2003/CE. Purtroppo, il comma 7 dell’articolo 6 di questo regolamento prevede che il pubblico possa inviare i propri commenti soltanto dopo l’assessment report delll’EFSA, quando ormai il processo di valutazione è terminato. Questo impedisce di prendere in considerazione, durante il processo decisionale, le osservazioni del pubblico, spesso di alto contenuto scientifico e tecnico. Con l’intento di favorire il contributo di partecipazione del cittadino, l’Osservatorio Agrobiotecnologie (associazione scientifica e culturale indipendente, parte del Consiglio dei Diritti Genetici), fornisce on line(www.consigliodirittigenetici.org/agrobiotech/) gli strumenti necessari per intervenire nell’iter decisionale comunitario.

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