L’odissea dei pinguini sudafricani

Più di mille chilometri a nuoto per tornare a casa. A compiere l’impresa sono 12 mila pinguini, costretti a questa migrazione fuori stagione dall’affondamento della petroliera Treasure, naufragata la scorsa settimana al largo di Città del Capo, in Sudafrica. La nave ha riversato tonnellate di greggio nel mare che circonda le isole di Robben e Dassen, veri e propri santuari per i Jackass, gli unici pinguini che nidificano sul continente africano. Per evitare che l’intera colonia venisse distrutta, i 12 mila esemplari sfuggiti al petrolio sono stati evacuati a Port Elisabeth, mille chilometri a est di Città del Capo. Una volta liberati, i Jackass hanno ripreso a nuotare verso casa. Tre di loro sono dotati di una spia satellitare, che permette di seguirne il percorso anche sul sito del Dipartimento di Scienze statistiche dell’Università di Città del Capo. Dovrebbero arrivare a destinazione entro la fine della prossima settimana. La speranza è che nel frattempo una tempesta disperda la macchia di petrolio. Per i pinguini che sono rimasti coinvolti nel disastro della Treasure – circa 5-10 mila solo a Dassen Island – è stato invece preparato un centro di soccorso a Città del Capo. I Jackass sono considerati una specie minacciata, anche se non in pericolo di estinzione: nell’ultimo secolo sono passati da un milione e 200 mila esemplari a 160 mila. (v.cam.)

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