Maurizio Magnani
Spiegare i miracoli. Interpretazione critica di prodigi e guarigioni miracolose
Edizioni Dedalo, Bari 2005
pp. 196, euro 13,50
Può un uomo di scienza credere nei miracoli? Secondo Maurizio Magnani, autore di Spiegare i miracoli, assolutamente no: la sospensione di giudizio o la rinuncia all’indagine su questi fenomeni è inaccettabile per uno scienziato. Dove sarebbero i progressi scientifici e medici se ci si fosse conformati a simili richieste? Forse, ancora oggi, ci troveremmo a sostenere che le malattie sono opera del Maligno o, persino, che “i genitori impuri fanno figli handicappati”, come affermato dal potente monsignor Echeverria nel non lontano aprile 1995.“Riconoscere oggi che i miracoli ritenuti tali in passato lo furono per ignoranza medica, equivale a riconoscere che una guarigione ritenuta miracolosa oggi potrebbe essere riconosciuta come non miracolosa domani”. Questa la tesi su cui si fonda l’intera trattazione dell’autore, supportata da numerosissimi casi del passato e degli ultimi anni. Si va dalla Messa di Bolsena (1263) al sangue di S. Gennaro, dalle guarigioni di Lourdes alla Madonna “piangente” di Civitavecchia (1995), comprendendo anche eventi “miracolosi” mai riconosciuti dalla Chiesa, la quale, però, non assumendo una posizione netta, autorizza l’ipotesi di un volontario atteggiamento ambiguo nei confronti della credulità popolare.Per i più sarà interessante scoprire che già nel 1823 fu identificato il batterio Serratia marcescens, capace di produrre su tutti i prodotti ricchi di amido un pigmento rosso, evidentemente scambiato con sangue soprattutto nei casi di ostie consacrate come a Bolsena; o che il sangue sciolto del santo di Napoli segue le leggi della tissotropia, fenomeno fisico noto sin dall’antichità; che, stando alle statistiche, alla Legge di Bayes o alle curve gaussiane, si guarisce di più stando a casa che andando a Lourdes; che i maschi della famiglia Gregori, proprietaria della Madonna di Civitavecchia, si sono rifiutati di sottoporsi al prelievo del sangue dopo che le analisi dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università “La Sapienza” di Roma avevano stabilito che quello trovato sulla statuina era sangue umano maschile, e nonostante il vescovo della città laziale, monsignor Grillo, avesse affermato che, “ovviamente”, si trattava di quello di Gesù. Magnani critica soprattutto chi dovrebbe e potrebbe fare chiarezza e invece ha un atteggiamento oscurantista che non è troppo lontano da quello che portò alla condanna di Galileo. E’ il caso della Commissione medica vaticana e, soprattutto, del suo presidente, Raffaello Cortesini, il quale ha spiegato così il motivo per cui i miracoli sono “eventi inspiegabili da un punto di vista scientifico”: “Sono segnali dall’Alto e sono diretti a noi. A qual fine? Perché la società nella quale viviamo non è delle migliori”. Il libro di Magnani, dopo aver sottolineato le valenze politico-economiche dei miracoli, si sofferma infine sulla componente psicosomatica delle guarigioni spontanee, riportando vari casi in cui la forza di volontà e l’effetto placebo hanno scatenato reazioni davvero incredibili. Questi casi, certamente eccezionali ma non sovrannaturali, sono ben più numerosi delle 66 guarigioni attestate a Lourdes nel corso del secolo appena trascorso, guarigioni che hanno sempre avuto almeno una deroga ai quattro principi stabiliti all’inizio del Novecento dal cardinal Lambertini come condizioni necessarie per l’accettazione di un miracolo.Altra considerazione è che i cosiddetti miracoli hanno una diffusione molto ampia sia nel tempo che nello spazio: ci sono prodigi ritenuti divini nella cultura indù e in quella islamica, così come nella letteratura classica, riportati da Plutarco o da Tacito. Solo per fare un esempio, ciò che ora è attribuito all’intervento della Vergine Maria, un tempo era connesso alla divinità egizia Iside, figura alla quale si è sovrapposta la prima secondo il tipico fenomeno di contaminazione proprio dell’espansione cultuale e culturale cristiana, ancora oggi fortemente presente nel proselitismo missionario.Può un uomo di scienza credere nei miracoli? Secondo Maurizio Magnani, autore di Spiegare i miracoli, assolutamente no: la sospensione di giudizio o la rinuncia all’indagine su questi fenomeni è inaccettabile per uno scienziato. Dove sarebbero i progressi scientifici e medici se ci si fosse conformati a simili richieste? Forse, ancora oggi, ci troveremmo a sostenere che le malattie sono opera del Maligno o, persino, che “i genitori impuri fanno figli handicappati”, come affermato dal potente monsignor Echeverria nel non lontano aprile 1995.“Riconoscere oggi che i miracoli ritenuti tali in passato lo furono per ignoranza medica, equivale a riconoscere che una guarigione ritenuta miracolosa oggi potrebbe essere riconosciuta come non miracolosa domani”. Questa la tesi su cui si fonda l’intera trattazione dell’autore, supportata da numerosissimi casi del passato e degli ultimi anni. Si va dalla Messa di Bolsena (1263) al sangue di S. Gennaro, dalle guarigioni di Lourdes alla Madonna “piangente” di Civitavecchia (1995), comprendendo anche eventi “miracolosi” mai riconosciuti dalla Chiesa, la quale, però, non assumendo una posizione netta, autorizza l’ipotesi di un volontario atteggiamento ambiguo nei confronti della credulità popolare.Per i più sarà interessante scoprire che già nel 1823 fu identificato il batterio Serratia marcescens, capace di produrre su tutti i prodotti ricchi di amido un pigmento rosso, evidentemente scambiato con sangue soprattutto nei casi di ostie consacrate come a Bolsena; o che il sangue sciolto del santo di Napoli segue le leggi della tissotropia, fenomeno fisico noto sin dall’antichità; che, stando alle statistiche, alla Legge di Bayes o alle curve gaussiane, si guarisce di più stando a casa che andando a Lourdes; che i maschi della famiglia Gregori, proprietaria della Madonna di Civitavecchia, si sono rifiutati di sottoporsi al prelievo del sangue dopo che le analisi dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università “La Sapienza” di Roma avevano stabilito che quello trovato sulla statuina era sangue umano maschile, e nonostante il vescovo della città laziale, monsignor Grillo, avesse affermato che, “ovviamente”, si trattava di quello di Gesù. Magnani critica soprattutto chi dovrebbe e potrebbe fare chiarezza e invece ha un atteggiamento oscurantista che non è troppo lontano da quello che portò alla condanna di Galileo. E’ il caso della Commissione medica vaticana e, soprattutto, del suo presidente, Raffaello Cortesini, il quale ha spiegato così il motivo per cui i miracoli sono “eventi inspiegabili da un punto di vista scientifico”: “Sono segnali dall’Alto e sono diretti a noi. A qual fine? Perché la società nella quale viviamo non è delle migliori”. Il libro di Magnani, dopo aver sottolineato le valenze politico-economiche dei miracoli, si sofferma infine sulla componente psicosomatica delle guarigioni spontanee, riportando vari casi in cui la forza di volontà e l’effetto placebo hanno scatenato reazioni davvero incredibili. Questi casi, certamente eccezionali ma non sovrannaturali, sono ben più numerosi delle 66 guarigioni attestate a Lourdes nel corso del secolo appena trascorso, guarigioni che hanno sempre avuto almeno una deroga ai quattro principi stabiliti all’inizio del Novecento dal cardinal Lambertini come condizioni necessarie per l’accettazione di un miracolo.Altra considerazione è che i cosiddetti miracoli hanno una diffusione molto ampia sia nel tempo che nello spazio: ci sono prodigi ritenuti divini nella cultura indù e in quella islamica, così come nella letteratura classica, riportati da Plutarco o da Tacito. Solo per fare un esempio, ciò che ora è attribuito all’intervento della Vergine Maria, un tempo era connesso alla divinità egizia Iside, figura alla quale si è sovrapposta la prima secondo il tipico fenomeno di contaminazione proprio dell’espansione cultuale e culturale cristiana, ancora oggi fortemente presente nel proselitismo missionario.





